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“L’acqua trentina? È migliore della Perrier”
Trentino, 21 settembre 2006di Claudio Porcasi
Chi l'ha detto che soltanto il vino va degustato? Anche l'acqua di fonte ha diritto al trattamento che si riserva a un Dom Perignon di prima qualità. Giustizia sarà fatta sabato a Castel Toblino, grazie a un appuntamento dedicato all'"Aqua ed Energia", voluto da Ambiente Trentino, il portale che vigila sullo sviluppo sostenibile nel territorio trentino. Sommelier professionisti assaggeranno acqua proveniente da otto fonti della provincia, dimostrando che è di gran lunga migliore della minerale.
L'iniziativa, voluta anche dalla Provincia e da Trentino Servizi, ha lo scopo di illustrare le tante ragioni che dovrebbero farci preferire l'acqua dei nostri acquedotti rispetto a quella comprata in bottiglia nei supermercati. Informazioni che assumono maggiore importanza se si pensa che la rinomata acqua Perrier costa più di mille litri d'acqua di rubinetto e non è più pura né più sana della potabile.
Un intero pomeriggio per fare luce su due grandi risorse per il nostro territorio. L'incontro si aprirà con una tavola rotonda, dove interverranno anche gli assessori provinciali Mauro Gilmozzi e Ottorino Bressanini. Si parlerà del valore strategico dell'acqua. Una risorsa rinnovabile che va sfruttata senza però modificare l'ambiente naturale. Sarà affrontato quindi il tema delle centrali idroelettriche, con la consapevolezza che serve uno sforzo collettivo per sfruttare al meglio questa fonte di energia rinnovabile, senza provocare traumi alla natura alpina. Parteciperà al dibattito anche l'architetto Michele Bortoli, curatore del libro "I laghi di S. Massenza e Toblino: proposte per un futuro sostenibile". Un volume che racconta la storia dei bacini idroelettrici delal Valle dei Laghi.
Alle 17 ci sarà la degustazione dell'ottima acqua trentina. Sommelier professionisti annuseranno e assaggeranno in ampi calici il prezioso liquido. Seguendo la solenne e caratteristica serie di gesti con i quali gli esperti riescono a carpire tutte le sfumature del gusto dei vini. Sì, perché "anche l'acqua ha un suo gusto, che dipende da tanti fattori diversi", ci spiega Giulia Coslovich, che insieme a Stefano Albergoni ha promosso l'incontro. "La qualità dell'acqua che beviamo dipende dalla composizione delle rocce sulle quali scorre prima di arrivare a valle. Ma anche dall'altezza delle vette da cui proviene", aggiunge Coslovich.
L'acqua proviene da otto fonti diverse del Trentino. Ben quattro dei campioni che saranno assaggiati costituiscono il bacino idrico che disseta i cittadini di Trento. Sono le fonti Cantanghel, Valdacole, Vaneze e i pozzi di Spini. La sorgente Spino copre il territorio di Rovereto, la Busoni arriva a Sporminore e Campodenno, mentre la sorgente Riccomassimo rifornisce Storo. L'acqua che scende dal più punto più alto è quella della sorgente Pichel, con i suoi 1650 metri di altezza. Fonte idrica di Palù del Fersina.
Dopo la degustazione seguirà la visita guidata alla centrale Enel di Santa Massenza. Nella sala di Castel Toblino saranno inoltre allestiti una mostra sullo stato dei corsi d'acqua trentini e un punto informativo sul risparmio energetico. La mostra è la testimonianza dello stato di salute del reticolo idrografico trentino, con immagini che provengono da tutto il territorio.
Con questo incontro Ambiente Trentino vuole aprire un confronto utile sulla tematica dello sviluppo sostenibile nel territorio provinciale. "In Trentino, in particolare - sostiene Albergoni - nei prossimi anni vedremo crescere il significato del binomio Acqua-Energia, dal momento che nuove disposizioni costituzionali e di legge determineranno un aumento di responsabilità da parte della nostra Provincia nel settore della produzione di energia idroelettrica. L'esperienza regionale dimostra che la sostenibilità è un obiettivo ancora da raggiungere".
