Lo stato dell’orso trentino

È da poco uscito il Rapporto Orso 2009, edito dal Servizio provinciale Foreste e Fauna e realizzato con il contributo dei ricercatori del Parco Naturale Adamello Brenta e del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Oltre 50 pagine dedicate all’orso fanno il punto della situazione all’autunno del 2009, a distanza di più di 10 anni dal rilascio di Masun e Kirka effettuati nel maggio del 1999.

R. Giovannini, A. Mustoni, F. Zibordi



di Ruggero Giovannini, Andrea Mustoni (Ufficio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento) e Filippo Zibordi (Parco Naturale Adamello Brenta)

Senza tener conto di eventuali nascite del 2010, la popolazione trentina di orsi è stimata intorno a 25-30 esemplari, dei quali alcuni localizzati anche al di fuori del territorio provinciale.
Il monitoraggio genetico condotto nel 2009 (esclusivamente mediante la raccolta opportunistica di campioni) ha permesso di rilevare con certezza la presenza di 25 individui, di cui 13 maschi e 12 femmine.
La struttura della popolazione vede rappresentate diverse classi di età. Nello specifico, un maschio adulto di 10 anni (Gasper, uno dei maschi fondatori del nucleo trentino), un maschio di 5 anni (MJ4), cinque maschi di 4 anni (M5, JJ5, DG2, KJ2G2, MJ2G1), un maschio di 3 anni (M6), tre maschi di 2 anni (M2, M3, M4) e due maschi di 1 anno (M7, M8). Per quanto riguarda le femmine, sono state rilevate un'orsa di 14 anni (Daniza, una fondatrice), due di 8 anni (KJ1, KJ2), una di 7 anni (MJ2), due di 6 anni (DJ3, DJ1), tre di 4 anni (DG3, JJ4, KJ1G1), due di 2 anni (F2, F3) ed una di 1 anno (F5).
Tra il 2002 ed il 2009 sono stati accertati 18 eventi riproduttivi che complessivamente hanno portato alla nascita di 38 cuccioli. Il numero medio di nati per cucciolata è pari a 2.11 e la sex ratio è M:F - 1.24:1.
Sempre secondo il Rapporto Orso, tra il 2002 e il 2009 gli orsi mancanti (non rilevati dal monitoraggio genetico) sono stati 18 (4 cuccioli, 8 giovani e 6 adulti), dei quali 7 rinvenuti morti, 1 ridotto in cattività e 10 non rilevati negli ultimi due anni. Degli esemplari rinvenuti morti (n=7, di cui 3 cuccioli, 3 giovani e 1 adulto), 3 sono morti per cause naturali e 4 per cause umane.
I tassi di sopravvivenza documentati nel corso degli stessi 8 anni (2002-2009), per un totale di 42 esemplari registrati, mostrano un valore medio pari a 73,1% per i cuccioli, a 87,2% per i giovani e a 88,7% per gli adulti, leggermente sbilanciato a favore delle femmine nelle classi di età dei cuccioli e dei giovani probabilmente in funzione delle caratteristiche eto-ecologiche della specie.
Il trend della popolazione trentina di orsi è meglio sintetizzato dal grafico qui riportato, nel quale vengono evidenziati il numero di orsi adulti, giovani e dei nati (per i cuccioli, vengono messi in evidenza solo quelli sopravvissuti).grafico orso trentino
Ovviamente i dati devono in ogni caso essere interpretati e utilizzati per capire quali sono gli scenari più probabili per il futuro della popolazione.
A questo proposito, anche pensando che la gestione faunistica è spesso caratterizzata da situazioni difficilmente prevedibili, di seguito proviamo a ipotizzare tre differenti scenari futuri e possibili: uno ottimistico, uno pessimistico e uno "possibile", che sia la classica via di mezzo, con i suoi pro e i contro.
Futuro ottimistico: la popolazione di orsi aumenta lentamente di numero e si espande territorialmente fino ad occupare un vasto areale simile a quello ipotizzato nello studio di fattibilità posto alla base del progetto di reintroduzione. La variabilità genetica della popolazione è cresciuta grazie all'arrivo di orsi dall'est che si sono insediati nell'area e si sono riprodotti. I conflitti sociali diminuiscono grazie sia al posizionamento delle numerose strutture di prevenzione sia al fatto che l'orso è tornato ad essere considerato una presenza normale delle montagne del Trentino.
Futuro pessimistico: dopo una prima fase di espansione numerica e territoriale, la popolazione di orso frutto del progetto di reintroduzione inizia a dare chiari segni di crisi; i tassi di natalità diminuiscono mentre rimane alto quello relativo alla mortalità degli adulti. Il numero di orsi non aumenta o addirittura evidenzia una contrazione. La consanguineità dovuta all'isolamento del nucleo riporta la popolazione alla situazione degli anni '60, con la presenza di pochi animali esposti a fattori di rischio stocastici.
Futuro possibile: il numero di individui presenti, dopo la prima fase di forte espansione, in alcuni anni sembra mantenersi costante e in altri crescere leggermente. Gli orsi occupano stabilmente alcune aree del Trentino Occidentale e, più occasionalmente, fanno la loro comparsa altrove. Alcuni individui, soprattutto di giovane età, effettuano migrazioni verso aree collocate anche a notevole distanza. Rimane la spada di Damocle della consanguineità del nucleo, senza peraltro che si evidenzino particolari scompensi. I conflitti sociali diminuiscono nelle zone di presenza più "tradizionale" mentre rimangono più alti in quelle interessate solo occasionalmente.
È evidente che i tre scenari descritti trovano in qualche modo un riscontro nei desideri di chi vorrebbe la presenza degli orsi, di chi la tollera e di chi "non li vuole e forse non li ha mai voluti".
Sarà evidentemente compito del Parco e della Provincia autonoma di Trento fare periodicamente il punto della situazione e, se necessario, intervenire per condizionare il futuro della popolazione, sempre ricordando che è importante "godersi il sole ma sapersi preparare anche ai giorni di pioggia".


Foto G. Volcan, Archivio PNAB






 

1 commenti all'articolo - Scrivi un commento » | torna alla home

 

inviato da fqoejdrkpvkc il 12.05.2010 23:24

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