La perequazione di San Cristoforo

Il primo esempio importante di applicazione della legge sulla "perequazione urbanistica" in Trentino sta avvenendo a San Cristoforo. E vi è chi pensa che si tratti semplicemente di speculazione edilizia.

Comitato per San Cristoforo

Il 29 marzo 2007 il Consiglio Comunale di Pergine ha approvato un documento intitolato "Indirizzi per aggiornamento e varianti al Piano Regolatore Generale". Si voleva promuovere la «riqualificazione di ambiti urbanistici di particolare rilevanza, come la zona del lago di Caldonazzo e, nello specifico, di San Cristoforo, attraverso la progettazione di interventi mirati che consentano di qualificare il ruolo economico e turistico di tutta la zona e di governare la sua trasformazione e il suo sviluppo nella consapevolezza che le potenzialità connaturate alla vocazione turistica del luogo devono essere sviluppate attraverso una progettazione urbanistica particolarmente attenta all'ambiente».

Seguì uno studio, redatto dall'architetto Emilio Pizzi, e poi la delibera del Consiglio Comunale in data 30 luglio 2008, che approvava le seguenti linee-guida:

«1. le nuove volumetrie relative agli edifici turistico-alberghieri, per servizi e residenziali dovranno di norma rispettare le attuali potenzialità edificatorie del Piano Regolatore Vigente; eventuali incrementi di dette potenzialità potranno essere considerati in applicazione dello strumento della perequazione urbanistica;

2. lo spostamento della strada provinciale, ritenuto imprescindibile nell'ambito della accessibilità alla frazione, rivestirà carattere di urgenza e indifferibilità e la relativa pianificazione urbanistica dovrà essere contestuale alle scelte adottate per la riqualificazione dell'area del lungolago di San Cristoforo;

3. gli interventi dovranno risultare di contenuto impatto ambientale ed energetico, prevedendo l'utilizzo di materiali e componenti edilizi ecosostenibili;

4. gli spazi destinati alla fruizione pubblica (balneazione, verde e percorsi) dovranno essere incrementati rispetto alla situazione attuale;

5. gli spazi a parcheggio pubblico andranno previsti secondo l'effettiva progressiva esigenza puntando anche allo sviluppo della mobilità alternativa;

6. gli interventi non avranno carattere invasivo e dovranno contenere al massimo il consumo di territorio nel rispetto dell'ambiente».

 

Perequazione urbanistica: cos'è?

La perequazione urbanistica permette alle amministrazioni di trasferire un diritto di edificare da un terreno a un altro. Un privato cede al Comune un terreno (sul quale passerà una strada, o dove verrà fatto un parco, o costruito un edificio pubblico...); in cambio, il Comune gli concede di aumentare i metri cubi da edificare su un altro terreno di sua proprietà. In questo modo il Comune evita di ricorrere a espropri (e risparmia).

Il primo esempio importante di applicazione della legge sulla "perequazione urbanistica" in Trentino sta avvenendo a San Cristoforo. La perequazione viene usata per quello che viene definito "Programma integrato di intervento per la riqualificazione dell'ambito del lungolago di San Cristoforo".

 

Cosa viene proposto?

C'è una certa differenza tra gli "indirizzi" del 2007, le "linee guida" del 2008 e quanto è stato presentato il 2 agosto scorso in Consiglio Comunale. Il "Programma" prevede infatti: a) la costruzione, sul terreno che sta alle spalle del panificio, di tre edifici di tre piani, in uno dei quali ci sarà spazio per la farmacia e una sala sociale, mente gli altri saranno di carattere direzionale, commerciale e residenziale; b) la costruzione, nella zona che sta tra dietro l'"ex Minerva", di un grande edificio a carattere ricettivoalberghiero; c) la costruzione, nei campi che stanno tra la strada statale e il "Dosso" su cui sorge la chiesa, di un parcheggio con più di 200 posti-macchina.

Il resto del "Programma" - i marciapiedi, alcuni tratti di pista ciclabile, alcuni parcheggi presso la stazione ferroviaria, la sistemazione dell'area balneabile - appare ben poca cosa, e potrebbe comunque essere realizzato anche senza grandi interventi. Ciò che molti attendevano - il parziale spostamento e l'interramento della strada provinciale (definito "imprescindibile" solo due anni fa) - è lasciato all'iniziativa provinciale, ed è dunque ben difficile che venga fatto in tempi brevi. Il "Programma" si può dunque sintetizzare così: cemento e tanti posti-macchina (tre volte quelli attualmente esistenti). Ma si può fare questo, in un'epoca in cui si cerca di non intaccare ulteriormente l'ambiente e di disincentivare il traffico automobilistico?

 

Perché accade questo?

Chi vive a San Cristoforo sa che negli ultimi anni un imprenditore ha acquistato gran parte dei terreni oggetti dell'intervento (circa 20.000 mq), e si è posto quindi nella condizione ideale per realizzare un'ottima speculazione. In cambio di alcuni terreni gli sarà concesso di costruire quegli edifici a San Cristoforo (e altri agli Assizzi).

Il vantaggio, per il Comune, sarà modesto; il progetto di espansione edilizia farà invece guadagnare 20-25 milioni di euro all'immobiliarista privato. Al di là di qualche marginale elemento positivo, il "Programma" nasce dunque con questo vizio di fondo. E ciò fa sorgere anche dei dubbi in merito alla segretezza in cui esso è stato sviluppato, e fa crescere sospetti di fronte alla fretta di approvarlo (il sindaco avrebbe voluto farlo già il 6 settembre; alcuni consiglieri sono riusciti ad ottenere un rinvio di poche settimane).


Il 24 agosto 2010 si è costituito un Comitato che intende portare all'attenzione dei cittadini di Pergine e di tutto il Trentino quanto sta avvenendo a San Cristoforo. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di dimostrarci che le nostre preoccupazioni e i nostri sospetti sono immotivati. Lo chiediamo ricordando loro che uno dei punti del programma della coalizione che ha vinto le elezioni comunali del 2009 era «fare della trasparenza, della comunicazione e del coinvolgimento il metodo di lavoro nella condivisione di progetti e dei programmi». Ci impegnamo - nella misura in cui i cittadini di Pergine e di tutto il Trentino ci sosterranno - a percorrere tutte le vie politiche e legali per impedire l'approvazione del "Programma", convinti anche del fatto che esso potrebbe costituire un (pessimo) precedente per l'uso della "perequazione urbanistica" in Trentino.

 

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