Paesaggi montani
foto di Michele Vettorazzi
Sono immagini di un "territorio" geograficamente e concettualmente connotato, quelle che Michele Vettorazzi, fotografo trentino già conosciuto per aver esposto i propri lavori a colori con Galleria Spazio Immagine di Trento, propone in questa sua inedita rassegna fotografica. Un "territorio" esplorato e visivamente organizzato con l'ottica mentale di chi è abituato a conoscere e vivere la montagna nella sua più profonda essenza. Questa indagine fotografica esprime così un percorso concettuale compiuto attraverso i colori e la luce di un luogo che a Michele Vettorazzi è particolarmente caro: la Valle del Primiero e, in particolare, le Pale di San Martino. La descrizione fotografica di queste immagini rinvia alle potenti e forti suggestioni che la montagna è in grado di operare su chi, con essa, ha da sempre stabilito un intimo e profondo rapporto. Questo tratto culturale, spesse volte semplicisticamente ridotto alla dimensione intellettuale più forte - se non l'unica - posseduta dai trentini, in realtà, riconduce alla montagna come ad un "luogo", psicologicamente inteso, il cui valore trascende la dimensione soggettiva, per arrivare a definire una sorta di "archetipo", socialmente interiorizzato e condiviso dalle persone di questo territorio. "L'urgenza" di Vettorazzi, che di questa "matrice trentina" è fedele testimone visuale, è quella di evidenziare, con l'uso del mezzo fotografico, le sensazioni forti che i paesaggi di montagna sono in grado di trasferire su coloro che, con emotivo incanto, li rispettano e li comprendono. Le immagini, quindi, sono costruite ed organizzate con un paziente lavoro di ripresa eseguito nel corso di più sopralluoghi, in condizioni stagionali, ambientali e temporali molto diverse (differenti, infatti, sono le stagioni ed i momenti - nell'arco della giornata - in cui sono realizzati gli scatti).
L'omogeneità del territorio esplorato, invece, rappresenta una invariante
necessaria per rendere più forte e credibile quel senso di continua
trasformazione che la montagna, nel corso del tempo e nell'arco di una
sola giornata, è capace di restituirci. E' per questo che la selezione
condotta da Vettorazzi, ancorché nella limitatezza delle immagini a
disposizione, ha cercato di rendere credibile la caleidoscopica sensazione
di una montagna immortale, silenziosa e bellissima. Una montagna che
ci sorprende per la varietà delle sue forme (la durezza della roccia
d'estate, la sensuale morbidezza resa dall'innevamento invernale) e
per l'irresistibile sequenza di colori che, dall'alba al tramonto, dal
giorno alla notte, sembrano volerci indicare, nella loro reiterata ed
immutabile sequenzialità temporale, il valore, assolutamente relativo,
della nostra esperienza quotidiana. Per questo, oltre ad essere "belle"
e "vissute", le immagini di Vettorazzi sono la trasposizione concettuale
di un "istante", segno visuale di un estasiato rispetto verso "l'oggetto"
indagato e di una domanda, sottilmente inquieta, sul valore dell'esperienza
esistenziale del "soggetto" in contemplazione. Le fotografie di Michele
Vettorazzi sono riprese con fotocamera ed ottiche Leica; pellicole Fujichrome
Velvia (50 Asa).
mvettorazzi@hotmail.com












