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La gestione del territorio attraverso i nuovi strumenti dello Sviluppo Sostenibile

di Fulvio Forrer 

Con il Progetto per lo Sviluppo Sostenibile del Trentino, redatto nel 2000 e concluso nel 2001 dall’Università di Trento su incarico dell’APPA, e a seguito dell’Atto sullo Sviluppo Sostenibile, approvato dalla Giunta provinciale nel luglio 2000, l’Assessorato all’Ambiente della Provincia Autonoma di Trento ha promosso l’avvio della fase sperimentale delle procedure di gestione ambientale orientate alla qualità e al miglioramento delle condizioni locali. Tali strumenti sono più comunemente conosciuti con il nome di “Agenda 21 Locale” e di “Certificazione di qualità” (ISO ed EMAS).

Con il Progetto pilota per lo sviluppo sostenibile del Trentino, sono state messe a disposizione le risorse necessarie per concretizzare tali impegni, quindi per verificare in sede locale la validità e le metodiche da applicare. Sono stati così finanziati l’Accordo ambientale Valle di Fiemme, Emas e Agenda XXI nel Sistema laghi del Trentino, le ISO 14001 in diversi contesti urbani e territoriali e l’Agenda XXI d’area. 

Nel 2002 sono state pubblicate dall’Assessorato le Linee Guida per l’applicazione di Agenda 21 in ambito trentino, allo scopo di supportare metodologicamente le amministrazioni comunali interessate e di promuovere presso gli Enti interessati tali procedure. Inoltre, l’attività era finalizzata a ridurre i costi, spesso troppo rilevanti di tali metodiche, a definire l’organizzazione interna alla P.A.T. per supportare al meglio tali esperienze e a definire una via trentina alle Agende 21 capace di superare i limiti dimostrati dall’esperienza nazionale, dando in questo modo concreta attuazione alle opportunità offerte con il massimo valore aggiunto possibile.

Si tratta, dopo la sottoscrizione della Convenzione per le Alpi del 1991 e la sua ratifica parlamentare 2002, la sottoscrizione degli Accordi di Rio (’92) tutti a cura del Governo italiano e la sottoscrizione del Manifesto delle Alpi (’02) da parte della Provincia Autonoma di Trento, di passi con i quali ci si è dati a livello generale gli indirizzi strategici verso i quali andare (pensare globale) affidando alle Comunità locali risorse e strumenti di intervento specifico (agire localmente) rendendo in questo modo i cittadini potenzialmente protagonisti del loro sviluppo. Va ricordato, infatti, che stiamo andando verso l’applicazione del principio della sussidiarietà e che gli strumenti della qualità e della partecipazione sono impostati per affidare alle comunità locali (oltre i comuni) il loro futuro in una visione coordinata, supportata e di visione strategica.

Si è passati in questo modo dalla episodicità (Ecoaudit di Levico Terme –’96- e l’Atlante Ambientale di Trento –‘98-) alla fase sperimentale (A21L Bassa Valsugana –’02-, A21L Parco Nazionale dello Stelvio –’02-, A21L Riva del Garda –’03-) per avviarsi ora alla prima fase consolidata.

Le attività in corso sono:

  1. L’agenda 21 dello Sport Trentino (PAT, uff. Sport);
  2. “Cominciamo dall’acqua” (Comprensorio del Primiero);
  3. Accordo Ambientale Val di Fiemme (Tesero, Cavalese e Predazzo)
  4. L’agenda 21 d’area (Giudicarie Esteriori);
  5. L’agenda 21 Locale (Rovereto).

Il progetto EMAS e Agenda XXI nel sistema laghi del Trentino si è concluso con due esiti positivi: Tenno ha ricevuto la certificazione ISO 14 mila nel settembre 2004 e nel gennaio 2005 quella EMAS e Riva del Garda ha concluso nel marzo 2004 il procedimento sperimentale di Agenda 21 misurando l’efficacia della impostazione conseguente del Progetto per lo Sviluppo Sostenibile del Trentino assieme alla attivazione, sul piano politico, di specifiche azioni di miglioramento ambientale. Ora l’amministrazione comunale di Riva del Garda si avvia a impostare una nuova fase di Agenda 21 Locale, dando concretezza a quanto emerso dai forum della fase I°.

L’Accordo ambientale Valle di Fiemme sta ora prendendo le mosse dopo un avvio apparentemente deciso e convinto.

Il progetto ISO 14001 in diversi contesti urbani e territoriali registra l’esito positivo della certificazione ambientale di Villalagarina (maggio 2004), mentre gli altri comuni sono ancora impegnati sullo specifico fronte, così come si è appena avviato il percorso di Agenda XXI d’area nelle Giudicarie. 

Discorso a parte è la vicenda dell’Agenda 21 del Parco Nazionale dello Stelvio (PNS-2001/2002) che ha interessato anche una quota di territorio trentino. Il processo avviato dal PNS era teso a supportare le scelte del Piano del Parco, quindi a supplire alle carenze conoscitive in materia ambientale che stavano alla base del Piano in discussione. È quindi evidente che l’obiettivo principale, e l’unico condiviso della Agenda 21, era la produzione di un pur ricco e utilissimo compendio di analisi e ricognizione ambientale, ma di un modesto ciclo partecipativo e per nulla finalizzato ad attuare concreti interventi di miglioramento delle condizioni locali. 

Nel 2002 si è sviluppata nel Comprensorio della Bassa Valsugana l’esperienza di ACerParCo sulla base di un finanziamento nazionale, ovvero di Agenda 21 finalizzata all’autocertificazione partecipata del Comprensorio. L’esperienza è apparsa positiva soprattutto sul fronte partecipativo e della semplicità dei risultati oltre che nell’uso degli strumenti comunicativi. 

Nel frattempo ha preso le mosse l’Agenda 21 del Primiero (2003), Cominciamo dall’acqua, mutuando l’esperienza della Valsugana affrontando in modo mirato la sensibilizzazione locale.  Ora, sulla base di un nuovo finanziamento nazionale, Rovereto sta avviando un’Agenda 21 Locale dopo l’esperienza, non ancora conclusa, di certificazione ISO 14001. Infine, nel corso del 2004, si è sviluppato un procedimento a partecipazione mirata che porterà alla sottoscrizione di un protocollo di intesa in merito alle grandi manifestazioni sportive e alle attività ludico-ricreative all’aria aperta: l’Agenda 21 dello Sport Trentino, promossa dall’Assessorato allo Sport della Provincia Autonoma di Trento 

Va considerato inoltre che in questi anni è stato istituito un canale finanziario voluto della Provincia Autonoma di Trento finalizzato al sostegno delle imprese che volontariamente si impegnavano nei processi di miglioramento della qualità (certificazione).

Possiamo quindi affermare che il Trentino è significativamente impegnato a rendere concreta l’applicazione dei principi dello Sviluppo Sostenibile e che per i sistemi di gestione ambientale diretti alle comunità locali possiamo individuare tre tipi di Agende 21, quelle impostate principalmente alla attività scientifico-conoscitiva (di cui sono esempio l’Atlante Ambientale di Trento, A21 del Parco nazionale dello Stelvio), quelle a impostazione partecipativa (Acerparco) e quelle miste (Riva del Garda). 

Tali esperienze stanno producendo un ventaglio di situazioni assai diversificate; esse, in genere, mettono in evidenza la difficoltà dei politici a condividere le responsabilità, ma soprattutto della burocrazia ad adeguarsi. Nascono così capitolati d’appalto fatti per scaricare all’esterno, in toto, l’A21L o la certificazione così da non rimanere coinvolti dai processi di partecipazione, di innovazione e di integrazione delle politiche e delle prassi amministrative ambientali, sociali ed economiche, esternalizzazione caratterizzata prevalentemente da percorsi di sensibilizzazione (più certi nei lavori da eseguire e negli esiti da raggiungere) anziché di responsabilizzazione (più incerti e variabili nel passaggi attuativi e negli esiti) svilendo i meccanismi di partecipazione in operazioni finalizzate unicamente a comunicare scelte già fatte - “decidi, annuncia difendi” (dad).

Spesso si evidenzia la difficoltà a partecipare sia da parte dei cittadini che da parte dei portatori d’interesse ciò, probabilmente, in relazione alla consuetudine di impostare in modo frontale il rapporto tra le istituzioni e la società civile. Inoltre, le decisioni sono generalmente già state assunte, quindi chi partecipa non si fida di questi strumenti individuandoli come semplici alchimie per convincere.

A tale proposito le metodiche finalizzate a favorire la costruzione del senso di gruppo, la semplicità della comunicazione, l’affidabilità della stessa e la valorizzazione delle presenze, favorisce notevolmente la maturazione del processo di Agenda 21. L’obiettivo potrebbe essere, infatti, da una parte la costruzione di un clima più collaborativi, con la ricerca di soluzioni condivise, ma soprattutto reciprocamente praticate, e dall’altra la partecipazione deve corrispondere a possibili scelte operative effettivamente a carico dei partecipanti.

Nelle esperienze fin qui fatte appare evidente lo squilibrio tra le differenti componenti del processo di Agenda 21, parti tra loro sinergiche e del tutto essenziali alla completezza del procedimento; se conoscere è essenziale per orientare le azioni di governo, non di meno è importante rendere i cittadini protagonisti diretti delle azioni di miglioramento, ma senza scivolare nel populismo dei processi partecipativi esenti da conoscenze oggettive e sistematizzate. E ancora non si giustificano processi di Agenda 21 decisamente onerosi che non lasciano sufficienti ricadute nelle singole componenti: la conoscenza, la decisione, le azioni di miglioramento, la comunicazione, la sensibilizzazione e la verifica dei risultati ottenuti. I miglioramenti devono essere concreti e le possibilità di correzione degli indirizzi devono poi corrispondere a decisioni politiche coerenti.

Ritengo che in futuro, dopo la sbornia del protagonismo locale, verrà il tempo per recuperare la visione unitaria di indirizzo, quindi una nuova stagione di responsabilità centralizzata che non potrà che corrispondere al tempo stesso all’allagamento della base dei promotori di Agenda 21. Dei possibili attori di promozione dei procedimenti di gestione ambientale considerati a Rio tutti i procedimenti trentini sono promossi dall’Ente pubblico e in particolare (6 su 10) da Comunità allargate e 3 su 10 da Comuni.  Ovvero: siamo in una situazione di monopolio dell’Ente pubblico.

DOCUMENTAZIONE

La certificazione ambientale in Trentino

La gestione del territorio attraverso i nuovi strumenti dello Sviluppo Sostenibile