Il caso Montecatini-Alumetal
di Mori

a m b i e n t e t r e n t i n o . i t

Il condensatore atesino

"L'attuale benessere non suggerisce il termine di crisi, ma tuttavia il futuro si intravede incerto o quantomeno richiede importanti interventi privati o pubblici, genialmente nuovi come lo fu a suo tempo la "Montecatini", per indirizzare e riqualificare l'economia di Mori."
(Virginia Crespi Tranquillini, "MONTECATINI, Storia di un'industria", Cassa Rurale di Mori, 1993)

Il progetto e la ricerca che lo sostiene sono rivolti a individuare, tutelare e valorizzare le risorse presenti e potenziali del compendio ex Alumetal, con riferimento alle strutture edili e ai loro caratteri, alla singolare e significativa posizione nel contesto territoriale di immediata pertinenza e alla possibilità di riferimenti e relazioni di carattere regionale, nazionale e internazionale nel bacino dell'Adige e del Garda, sull'asse del Brennero, nel cuore dell'arco alpino.
In questo senso si è proceduto per ipotesi e verifiche dallo specifico edilizio al generale territoriale e dal generale al particolare, per approssimazioni successive, secondo alcune chiavi di lettura.
La prima è la ricognizione delle strutture edilizie e urbanistiche rivolta a cogliere le ragioni e la realtà delle strutture stesse, in termini tipologici, per interpretare i caratteri costitutivi degli edifici e delle aree al fine di riformulare un impianto e un'immagine coerenti e appropriati, attraverso la necessaria proposizione di nuovi sistemi d'uso, che - posti nell'area - si proiettino efficacemente sul territorio. In ciò si esplica un'interpretazione "ampia" del concetto di recupero (simultaneamente edilizio e territoriale).
La seconda è la ricognizione della struttura naturale, insediativa, economica, sociale e culturale del territorio rivolta a definire, da un lato la capacità di ricevere gli effetti positivi e proiettivi che dall'area potranno irradiarsi e dall'altro la possibilità di condensare in una grande e articolata struttura le suscettività diffuse, al fine di valorizzarle attraverso la loro integrazione e un'appropriata economia di scala. In ciò si esplica un'interpretazione "bilaterale" del concetto di drenaggio, finalizzato certamente a "prendere", ma altrettanto certamente a "dare" input a territorio.
La terza è la ricognizione delle strutture operative, degli operatori, degli enti e delle relative capacità e saperi attivi e attivabili per costruire sistemi di sinergie che dal territorio possano convergere verso l'area e agire verso l'esterno e reciprocamente attraverso di essa pervenire dal più ampio spazio economico sociale e irradiarsi nel territorio circostante. In ciò si esplica la più ampia modalità di sinergia tra risorse pubbliche e private.
Attraverso l'intreccio di queste tre chiavi si sostanzia un'ipotesi di processo rivolto a costruire una complessa polarità "a doppio senso", capace contemporaneamente di interpretare e rappresentare all'esterno il territorio lagarino-moriano e di fungere da antenna che capta, elabora e irraggia nel territorio i flussi esterni.
Abbiamo denominato "condensatore" questa ipotesi di processo a due sensi, questa clessidra che raccoglie, condensa, distilla e proietta cause ed effetti dal territorio e verso di esso, condensatore che sembra poter essere un "motore" di sviluppo.

Le funzioni previste
Coerentemente alla lettura interpretativa sopra accennata, l'impianto distributivo del condensatore si articola ponendo il livello principale o di terra al primo piano attuale degli edifici (livello 0): in questo modo si utilizzano coerentemente le strutture edilizie, si ottiene lo svincolo del sistema rotabile interno al condensatore e dei relativi parcheggi, posti al livello -1, dalla circolazione pedonale, che si svolge libera al livello 0.
A grandi linee, le funzioni previste sono le seguenti:
- corpo A (attività commerciali e terziarie, ricettive, "idro-fitness", teatrali, cinematografiche, espositive, ecc);
- corpo C (attività produttive leggere e sperimentali);
- corpo B (cuore del condensatore, perché posto in mezzo, di traverso e tra i livelli: passaggio orizzontale e verticale) (attività di integrazione, di scambio ed espositive: il Trentino, il Bacino atesino, le Alpi, l'Italia, mostrano ciò che producono);
- centrale (museo della cultura dell'acqua, dall'idroelettrico, all'industria, terminali dei musei trentini e atesini e alpini e italiani) e centro di documentazione;
- palazzina (recupero quale foresteria);
Gli altri edifici vengono demoliti.
Gli spazi aperti sono così strutturati:
- la riva del fiume e lo spazio antistante A: parco fluviale;
- vengono riaperti i bacini superiore e inferiore, per ottenere spazi d'acqua quieta, sereni e contemplativi, recuperando la memoria delle forme originali.
- tra i corpi B e C, viene proposta la piazza "soprana", che - libera - sarà coperta con una leggera "vela";
- sul lato sud, chiusa la ferita rappresentata dalla strada incassata in curva, che viene coperta, si propone un parco ornamentale;
- per il resto - coperto il primo tratto del canale per la centrale di Ala - si rinaturalizza tutto il versante;
- il corpo B viene "abbracciato" a monte su tre lati, fino al primo livello (quota + 1,5);
- il corpo C è servito in termini carrabili, sia al livello -1, che al livello 0, sul lato occidentale, per alimentare le attività produttive.

 

Il concorso di idee Tecnofin