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Il condensatore atesino
"L'attuale benessere non suggerisce il termine di crisi, ma tuttavia
il futuro si intravede incerto o quantomeno richiede importanti interventi
privati o pubblici, genialmente nuovi come lo fu a suo tempo la "Montecatini",
per indirizzare e riqualificare l'economia di Mori."
Il progetto e la ricerca che lo sostiene sono rivolti a individuare,
tutelare e valorizzare le risorse presenti e potenziali del compendio
ex Alumetal, con riferimento alle strutture edili e ai loro caratteri,
alla singolare e significativa posizione nel contesto territoriale di
immediata pertinenza e alla possibilità di riferimenti e relazioni di
carattere regionale, nazionale e internazionale nel bacino dell'Adige
e del Garda, sull'asse del Brennero, nel cuore dell'arco alpino.
In questo senso si è proceduto per ipotesi e verifiche dallo specifico
edilizio al generale territoriale e dal generale al particolare, per
approssimazioni successive, secondo alcune chiavi di lettura.
La prima è la ricognizione delle strutture edilizie e urbanistiche
rivolta a cogliere le ragioni e la realtà delle strutture stesse, in
termini tipologici, per interpretare i caratteri costitutivi degli edifici
e delle aree al fine di riformulare un impianto e un'immagine coerenti
e appropriati, attraverso la necessaria proposizione di nuovi sistemi
d'uso, che - posti nell'area - si proiettino efficacemente sul territorio.
In ciò si esplica un'interpretazione "ampia" del concetto di recupero
(simultaneamente edilizio e territoriale).
La seconda è la ricognizione della struttura naturale, insediativa,
economica, sociale e culturale del territorio rivolta a definire, da
un lato la capacità di ricevere gli effetti positivi e proiettivi che
dall'area potranno irradiarsi e dall'altro la possibilità di condensare
in una grande e articolata struttura le suscettività diffuse, al fine
di valorizzarle attraverso la loro integrazione e un'appropriata economia
di scala. In ciò si esplica un'interpretazione "bilaterale" del concetto
di drenaggio, finalizzato certamente a "prendere", ma altrettanto certamente
a "dare" input a territorio.
La terza è la ricognizione delle strutture operative, degli operatori,
degli enti e delle relative capacità e saperi attivi e attivabili per
costruire sistemi di sinergie che dal territorio possano convergere
verso l'area e agire verso l'esterno e reciprocamente attraverso di
essa pervenire dal più ampio spazio economico sociale e irradiarsi nel
territorio circostante. In ciò si esplica la più ampia modalità di sinergia
tra risorse pubbliche e private.
Attraverso l'intreccio di queste tre chiavi si sostanzia un'ipotesi
di processo rivolto a costruire una complessa polarità "a doppio senso",
capace contemporaneamente di interpretare e rappresentare all'esterno
il territorio lagarino-moriano e di fungere da antenna che capta, elabora
e irraggia nel territorio i flussi esterni.
Abbiamo denominato "condensatore" questa ipotesi di processo
a due sensi, questa clessidra che raccoglie, condensa, distilla e proietta
cause ed effetti dal territorio e verso di esso, condensatore
che sembra poter essere un "motore" di sviluppo.
Le funzioni previste
Coerentemente alla lettura interpretativa sopra accennata, l'impianto
distributivo del condensatore si articola ponendo il livello principale
o di terra al primo piano attuale degli edifici (livello 0): in questo
modo si utilizzano coerentemente le strutture edilizie, si ottiene lo
svincolo del sistema rotabile interno al condensatore e dei relativi
parcheggi, posti al livello -1, dalla circolazione pedonale, che si
svolge libera al livello 0.
A grandi linee, le funzioni previste sono le seguenti:
- corpo A (attività commerciali e terziarie, ricettive,
"idro-fitness", teatrali, cinematografiche, espositive, ecc);
- corpo C (attività produttive leggere e sperimentali);
- corpo B (cuore del condensatore, perché posto in mezzo,
di traverso e tra i livelli: passaggio orizzontale e verticale) (attività
di integrazione, di scambio ed espositive: il Trentino, il Bacino atesino,
le Alpi, l'Italia, mostrano ciò che producono);
- centrale (museo della cultura dell'acqua, dall'idroelettrico, all'industria,
terminali dei musei trentini e atesini e alpini e italiani) e centro
di documentazione;
- palazzina (recupero quale foresteria);
Gli altri edifici vengono demoliti.
Gli spazi aperti sono così strutturati:
- la riva del fiume e lo spazio antistante A: parco fluviale;
- vengono riaperti i bacini superiore e inferiore, per ottenere spazi
d'acqua quieta, sereni e contemplativi, recuperando la memoria delle
forme originali.
- tra i corpi B e C, viene proposta la piazza "soprana", che - libera
- sarà coperta con una leggera "vela";
- sul lato sud, chiusa la ferita rappresentata dalla strada incassata
in curva, che viene coperta, si propone un parco ornamentale;
- per il resto - coperto il primo tratto del canale per la centrale
di Ala - si rinaturalizza tutto il versante;
- il corpo B viene "abbracciato" a monte su tre lati, fino al primo
livello (quota + 1,5);
- il corpo C è servito in termini carrabili, sia al livello -1, che
al livello 0, sul lato occidentale, per alimentare le attività produttive.
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