La variabilità delle raccolte differenziate in Trentino

Una tesi di laurea in Sociologia ha provato recentemente a spiegare le ragioni del differenziale di prestazione di raccolta differenziata dei rifiuti urbani nella Provincia autonoma di Trento. Abbiamo chiesto alla sua autrice di parlarcene.
La mia ricerca si è strutturata in due parti: nella prima ho definito i concetti di rifiuto e di raccolta differenziata inquadrandoli dal punto di vista teorico, normativo e gestionale, mentre nella seconda ho presentato le analisi statistiche effettuate sui dati relativi ai comuni trentini, che mirano a fornire delle risposte al tema della variabilità territoriale.

La problematica dei rifiuti è una conseguenza del nostro stile di vita, di una società definita società dei consumi. L'ideologia dell'usa e getta conduce ad un incessante abbandono di prodotti che creano una quantità di rifiuti, che la natura non è in grado di assorbire al ritmo in cui vengono prodotti: per questo la società è definita anche società dei rifiuti.

Oggigiorno, complessivamente, le strategie per affrontare la problematica tengono conto del principio dello sviluppo sostenibile. Le azioni si concretizzano in un approccio integrato che considera i rifiuti dalla culla alla tomba, cioè si considera l'intero loro ciclo di vita. Seguendo il principio comunitario della gerarchia dei rifiuti, si cerca di implementare obiettivi di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti e successivamente si punta ad un loro recupero mediante riutilizzo, riciclo o un loro impiego come fonte di energia, così da inviare a smaltimento finale - cioè in discarica - il minimo quantitativo di rifiuto possibile.

Il punto di forza delle azioni di recupero è la raccolta differenziata. Il soggetto principe di questa pratica è individuato nel cittadino, ma la responsabilità dei buoni risultati è più articolata, cioè molteplici sono i soggetti coinvolti. Questi attori corrispondono ai diversi livelli istituzionali e ad attori privati: nella nostra Provincia ruolo fondamentale viene svolto dai Comuni e dagli Enti gestori del servizio di raccolta e smaltimento, ai quali i Comuni affidano la gestione del comparto rifiuti. Molto importante risulta essere anche l'elemento tecnico: le buone pratiche dipendono dalle opportunità offerte agli utenti, quindi dalle diverse modalità di gestione e dal sistema impiantistico a supporto della raccolta.

È proprio su questi elementi definibili sovraindividuali che si concentra la parte di tesi dedicata all'analisi statistica: cioè per riuscire a fornire delle risposte al perché del differenziale di prestazione di raccolta differenziata nella Provincia di Trento si analizzano aspetti meso e macro sociali. La struttura dell'analisi, costituita da una parte descrittiva e da una esplicativa, è un percorso a successione e continua specificazione.

La variabile fondamentale intorno a cui ruota l'interrogativo di ricerca, cioè il livello di prestazione di raccolta differenziata, viene operativizzata non attraverso la percentuale di raccolta differenziata, indice che viene utilizzato dai quotidiani, ma con la percentuale di resa di raccolta differenziata. Essa considera, oltre al rifiuto raccolto separatamente, anche quello che non viene raccolto con questa modalità ma che dovrebbe esserlo; quindi guarda ai possibili margini di miglioramento.

Considerando per ciascun Comune trentino dati del 2007 ed utilizzando diverse metodologie statistiche, si ipotizza che partendo dalla constatazione di una realtà provinciale eterogenea dal punto di vista della prestazione nella raccolta differenziata, questo differenziale dipenda da fattori che vanno oltre scelte individuali e che siano invece riferibili a elementi di tipo gestionale e di contesto.

Nel primo passo di analisi statistica - parte descrittiva - viene dimostrata l'eterogeneità di performances di raccolta differenziata in provincia di Trento, esaminando da diverse prospettive nove frazioni merceologiche - organico, verde, carta e cartone, plastica, vetro, metalli, legno, rup e tessili.

Successivamente, nel tentativo di fornire spiegazioni a questa situazione, si scopre - grazie a metodologie di analisi statistica esplorativa - essere l'ente gestore del servizio di raccolta a determinare principalmente il differenziale di prestazione tra i Comuni trentini.

Pertanto nell'analisi prettamente esplicativa l'attenzione è rivolta agli enti gestori e si considera, quale informazione caratterizzante la loro attività, le modalità di raccolta che adottano. L'obiettivo è capire se esiste una relazione tra modalità di raccolta e livello di prestazione: risulta che per ben cinque frazioni merceologiche (organico, metalli, vetro, rup e tessili) la percentuale di resa di raccolta differenziata dipende dalle scelte gestionali (i materiali verde e legno non vengono esaminati in quanto le raccolte sono uguali su tutto il territorio provinciale).

Per quei rifiuti invece dove non risulta essere la modalità di raccolta la variabile esplicativa - carta e cartone e plastica - viene applicato un differente modello di analisi per capire se sono fattori strutturali di contesto a influenzare il livello di prestazione di raccolta differenziata. Questi fattori sono definiti aggiuntivi e integranti, in quanto considerati influenzanti le scelte gestionali, oltre che la performance di raccolta. Risulta che su 6 variabili considerate potenzialmente esplicative, tre sono determinanti - con diversa intensità e non sempre positivamente - il livello di performance per carta e plastica: cioè i dati relativi al numero medio di componenti per famiglia, alla densità di popolazione e all'incidenza del turismo. Inoltre viene dimostrato che questi aspetti caratterizzanti i territori incidono sia direttamente sul livello di prestazione di raccolta differenziata sia indirettamente: essi infatti incidono anche sulle scelte gestionali, le quali a loro volta, determinano il livello di performance.

Complessivamente i risultati delle analisi statistiche evidenziano una realtà complessa che necessita di una spiegazione strutturata a catena. Emerge che più variabili sono collegate tra loro: la modalità di raccolta, risultata il maggior fattore esplicativo, influenza i livelli di performance di raccolta differenziata; le modalità di raccolta vengono però scelte, oltre che in base a considerazioni sulle caratteristiche del rifiuto, anche in base alle caratteristiche del territorio; ma questi elementi di contesto incidono direttamente anche sulla prestazione di raccolta. Pertanto si evidenzia come non sia possibile individuare delle strategie di raccolta ottimali, che siano di applicabilità generale e che le specifiche caratteristiche territoriali locali svolgono un ruolo decisivo nel determinare le modalità gestionali.

 

 


Tesi di Laurea:

"Variabilità territoriale nella prestazione di raccolta differenziata dei rifiuti urbani in Provincia di Trento: un tentativo di analisi esplicativa"

Università degli Studi di Trento - Facoltà di Sociologia, Corso di Studio "Società, Territorio, Ambiente"

Tesi di Laurea Specialistica - anno accademico 2007-2008

Laureanda: Francesca Tonetti - relatore: Prof. Lauro Struffi

La tesi è consultabile al seguente indirizzo internet: http://portale.unitn.it/biblioteca

 

 

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