Benessere senza crescita

La 22esima edizione dei Colloqui di Dobbiaco si svolgerà nella cittadina altoatesina nei giorni 1 e 2 ottobre 2011, con un titolo molto significativo, quasi un motto: "Benessere senza crescita".

I Colloqui di Dobbiaco, ideati a metà anni Ottanta e organizzati a scadenza quasi annuale da Hans Glauber, hanno affrontato in ogni edizione le tematiche ambientali più impellenti, proponendo un approccio pragmatico e la ricerca di soluzioni concrete. L'evento si è rivelato negli anni un autorevole laboratorio d'idee per una svolta ecologica nell'arco alpino e non solo.
Dopo la prematura scomparsa di Hans Glauber, il ruolo di curatore dei Colloqui di Dobbiaco è stato assunto da Wolfgang Sachs, dapprima con l'edizione 2008, intitolata “La giusta misura – La limitazione come sfida per l'era solare” e poi con l'edizione 2009, “Osare più autarchia – Energie distribuite per le economie locali post-fossili” e nel 2010 con il tema “Il denaro governa il mondo – ma chi governa il denaro? Percorsi per una finanza eco-solidale”.
In piena continuità con lo spirito di Hans Glauber convinto fautore della nuova era solare come nuovo progetto di civiltà, i Colloqui di Dobbiaco nel 2011 vengono diretti da Wolfgang Sachs e da Karl-Ludwig Schibel con il tema “Benessere senza crescita”. L'euforia della crescita ha lasciato lo spazio al fatalismo della crescita. Secondo una indagine realizzata recentemente dall'Emnid, più di due terzi dei cittadini tedeschi non credono più alla condizione che una continua crescita economica sia il presupposto per una qualità di vita privata in crescita. Contemporaneamente l'80% crede che un'ulteriore crescita economica sia necessaria. Ciò vuol dire che gli argomenti inizialmente promossi dal Club of Rome con la pubblicazione “I limiti dello sviluppo”, quattro decenni orsono da Ivan Illich con “il mito del progresso”, dai lavori del Wuppertal Institut e da Serge Latouche con la “decrescita felice” argomenti inizialmente recepito da pochi critici della crescita, ormai hanno raggiunto tutta la società civile.

Anche il parlamento federale tedesco ha recepito i segnali e nel gennaio di quest'anno ha istituito la Commissione d'inchiesta “Crescita, benessere, qualità della vita”. L'attuale critica alla crescita è un pour parler in seguito alla crisi finanziaria degli ultimi anni o può essere interpretato come un nuovo segnale per un futuro con una crescita più lenta, una crescita zero o una decrescita?
Esiste un “Più lento e meno”, caro a Hans Glauber e ad Alexander Langer, come idea di fondo per una nuova società oppure è solo la minaccia di un disastro imminente?
Nei Colloqui di Dobbiaco 2011 i partecipanti discuteranno con i relatori su teoria e prassi di un benessere del futuro. Quali saranno gli scenari futuri e le prospettive che le soluzioni concrete delle Transition Towns, delle comunità internazionali come Findhorn o Twin Oaks offrono alla società civile? Le letture di Ivan Illich, Murray Bookchin, Leopold Kohr, Robert Jungk oppure E.F. Schumacher sono ancora attuali e proponibili?

 

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