Convenzione delle Alpi: niente di fatto per il protocollo trasporti

L'Italia è l'unico Paese dell'arco alpino ad avere bocciato il protocollo sui trasporti, forse il più importante tra i nove della Convenzione delle Alpi, in quanto detta le linee guida di sostenibilità per le future infrastrutture e arterie di trasporto.

Lega Nord e PDL, insieme ai Responsabili, hanno votato compatti alla camera dei Deputati contro gli emendamenti Froner-Brugger, che miravano al ritorno del protocollo Trasporti nel DDL di ratifica dopo che questo era stato rimosso per volontà della Lega Nord in Commissione Esteri. La ratifica degli altri Protocolli è poi stata approvata quasi all'unanimità e il disegno di legge passa ora di nuovo al Senato, ma per la CIPRA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi) si tratta in verità «dell'affossamento della Convenzione, perché ora il testo tornerà al Senato e non c'è il tempo di approvarlo entro la legislatura».

Sconfortata la reazione del partito di raccolta sudtirolese, la Svp. Per l'Assessore provinciale all'Ambiente Laimer «ormai siamo abituati a queste delusioni da Roma; sembra che in Italia le Alpi non interessino a nessuno».
Sulla stessa linea anche Siegfried Brugger: «Il centrodestra ha bocciato il protocollo per due motivi. Il primo è che la Lega vuole accontentare gli autotrasportatori, ma è una opposizione senza senso perché il protocollo non vieta nuove strade sul territorio nazionale, semmai solo nuove grandi arterie tra Stati: ma siccome gli altri Paesi hanno ratificato il protocollo, se anche Roma volesse fare l'Alemagna devrebbe interromperla a Dobbiaco. L'altro motivo è dato dal fatto che la maggioranza non voleva andare ancora sotto su un nostro emendamento, così ha chiamato a votare anche i ministri. E il ministro Frattini ha votato contro, come la sua collega Prestigiacomo, proprio loro che hanno proposto il disegno di legge». Michaela Biancofiore ribatte: «Il nostro gruppo ha ascoltato le proteste degli autotrasportatori: che non solo sono nostri elettori ma anche lavoratori in difficoltà. Nessuno scandalo».

Per la deputata trentina del Pd Laura Froner, "si tratta di  un'occasione persa che ci mette ancora una volta al di fuori del contesto europeo e che contribuisce a minare la nostra credibilità. Non si può dire che qualcuno potrà trarre giovamento da questo atteggiamento, per il nostro Paese diventerà ancora più difficile opporsi a provvedimenti unilaterali, ad esempio per ciò che riguarda le limitazioni del traffico pesante o gli aumenti dei pedaggi sui tratti dell'arco alpino, in quanto non sediamo per questi argomenti allo stesso tavolo degli altri Paesi dell'arco alpino. Pur essendo l'Italia il principale Paese alpino per superficie e popolazione, usciamo da questa vicenda ancora più isolati."

 

26 ottobre 2011

 

Scarica gli interventi in Aula di Laura Froner in tema di Convezione Alpi

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