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Un progetto per salvare il lago di Santa Massenza e il lago di Toblino
Articolo a cura di Lorenzo Betti, Michele Bortoli e Gabriele Venturini - pubblicato anche su "Il Pescatore Trentino". Un ringraziamento particolare ai dott.ri Gino Tomasi, Lorenzo Betti, Flavio Corradini ed ing. Paolo Scotton. |
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L'origine del degrado |
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Di fatto, da quando, nel 1952, entrarono definitivamente in funzione i sistemi di derivazioni d'acqua dall'alto bacino del Sarca e la centrale di S. Massenza, quei due splendidi laghi, che nei secoli avevano ispirato narratori e poeti, non sono più gli stessi.
Una simile triste sorte l'hanno subita anche il Lago di Molveno, un tempo perla delle Dolomiti di Brenta e il Lago di Cavedine.
I Laghi di Toblino e S. Massenza, infatti, si trovano al centro di un imponente sistema di produzione idroelettrica, che utilizza le acque captate, già in alta quota, nell'alto bacino del Sarca e che vengono raccolte nel Lago di Molveno, trasformato a sua volta in un serbatoio idroelettrico. Le acque insieme alle portate residuali derivate dal medio corso del Sarca (diga di Ponte Pià), vengono turbinate presso la centrale idroelettrica di S. Massenza, che le scarica, poi, nel lago omonimo.
Più a valle vengono sfruttate nuovamente per la derivazione del Lago di Cavedine, che rifornisce la centrale di Torbole sul Garda.
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I fattori del degrado |
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Il flusso discontinuo di grandi portate captate in alta quota, da corsi d'acqua di origine glaciale, induce su questi bacini lacustri conseguenze molto gravi. Il forte incremento della loro velocità di ricambio provoca, da cinquant'anni a questa parte, uno scarso e semplificato sviluppo del plancton, cioè di quegli organismi microscopici (alghe unicellulari, crostacei microscopici etc.) che costituirebbero la base della catena alimentare.
Ma l'acqua introdotta artificialmente non è solo tanta, è anche molto diversa da quella che naturalmente confluiva in questi laghi proveniente da alcuni modesti corsi d'acqua di risorgiva (Roggia Grande di Narano, Roggia di Calavino etc.).
La sua temperatura è costantemente bassa, sicché la temperatura massima estiva del lago raggiunge raramente i 16°C, mentre in origine, in alcune anse, poteva superare i 25°C. Osservando il colore dell'acqua, poi, si può intuire un ulteriore elemento di degrado. Quelle tonalità grigiastre, che hanno sostituito l'originario colore verde, sono dovute all'elevata quantità di limo glaciale sottilissimo trasportato dentro il lago attraverso le opere di presa idrica, che si trovano molto vicine all'origine di grandi torrenti glaciali come il Sarca di Genova e il Sarca di Nambrone.
Il risultato è che, da molti anni ormai, sul fondale del lago si depositano grandi quantità di limo glaciale che ha addirittura riempito le fosse più profonde originariamente presenti e ha reso i fondali inospitali per molti organismi di fondo.
Nel complesso, quindi, la riduzione e la semplificazione del plancton ha alterato alla base la catena alimentare dei Laghi di S. Massenza e Toblino, mentre i limi depositati in profondità hanno fatto scomparire molti organismi del benthos lacustre. Di conseguenza, anche i pesci presenti originariamente (Tinca, Luccio, Anguilla, Alborella etc.) spesso non hanno più avuto fonti sufficienti di alimentazione e, soprattutto, hanno perso la possibilità di completare il ciclo biologico all'interno del lago.
Le specie a riproduzione estiva, tra cui molti ciprinidi, non hanno più trovato le zone d'acqua calda che, normalmente, avrebbero consentito il regolare sviluppo e la schiusa delle uova. Altri pesci, poi, che come il Luccio depongono le uova sulla vegetazione e sugli ostacoli sommersi, hanno visto letteralmente scomparire in breve i banchi di vegetazione sommersa che costituivano i loro siti riproduttivi preferenziali. |
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I contenuti della tesi |
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Nello studio dei problemi territoriali, urbanistici e ambientali della Valle dei Laghi, si è adottato un approccio "ambientalmente orientato" caratterizzato dall'integrazione tra il campo dell'urbanistica e della pianificazione e altri campi disciplinari, in particolare l'ecologia e la Landscape Ecology.
Nel primo capitolo vengono analizzati gli aspetti territoriali, ambientali ed insediativi della Valle dei Laghi (che è amministrativamente suddivisa in otto comuni Terlago, Vezzano, Padergnone, Calavino Lasino, Cavedine, Drena e Dro) ricostruendone, tra l'altro, i caratteri geomorfologici e idrografici, di uso agro-forestale del suolo, di uso del suolo urbano e di morfologia dell'edificato.
Nel secondo capitolo c'è un'analisi della storia dell'evoluzione dei caratteri insediativi dell'area di studio ed, in particolare, delle trasformazioni connesse alla moderna industria idroelettrica, per le conseguenze che questi interventi hanno determinato sui caratteri ambientali e sull'assetto territoriale. Dal confronto storico-cartografico è emersa l'armatura delle "invarianti ambientali e storico insediative".
La tesi, inoltre, ha analizzato il processo di pianificazione urbanistica provinciale e territoriale.
Nella seconda parte della tesi vengono svolti due approfondimenti tematici: la lettura dell"'ecomosaico" e la valutazione della "funzionalità fluviale" dell'area di studio.
Nella terza parte della tesi, sulla base delle indagini condotte, è stata possibile una sintesi delle problematiche complessive del territorio, e quindi la definizione di una serie di proposte progettuali di riqualificazione.
Attraverso un quadro delle strategie, è stato affrontato, quindi, il problema della loro attuazione per fasi successive, suggerendo l'avvio di un confronto con i soggetti pubblici e privati (l'ENEL in primo luogo), per l'avvio di una complessa vertenza - di breve e medio periodo - relativamente alle politiche ambientali, di difesa del suolo, di riqualificazione ambientale e restauro territoriale.
Con alcuni esempi progettuali, anche per parti significative dell'area di studio, la tesi arriva infine a proporre suggestioni, orientamenti, indirizzi, per la modifica e l'integrazione degli strumenti di pianificazione vigenti (di livello provinciale, comprensoriale e locale). |
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Sintesi delle problematiche |
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Le problematiche emerse nello studio sono sia di tipo generale, perché riguardano l'intera area di studio, sia più particolari e riferite a singoli ambienti o situazioni.
Tra le problematiche generali sono state individuate la difesa del suolo, l'inquinamento, il sistema insediativo, le aree agricole e il paesaggio agrario e altre problematiche ambientali diffuse.
Riguardo alla difesa del suolo si registrano dissesti dovuti alla mancanza di manutenzione della sistemazione idraulica dei pendii e, in particolare, dei terrazzamenti.
Si riscontra un diffuso degrado dovuto ad una generale alterazione del regime idraulico (artificializzazione spinta anche dei tratti iniziali dei corsi d'acqua, coniugata con l'abbandono del sistema naturale di drenaggio) unitamente alla progressiva impermeabilizzazione del suolo con infrastrutture ed insediamenti anche episodici, con sbancamenti, opere edilizie e tracciati di attraversamento delle superfici agricole e forestali.
È rilevante anche il problema dell'inquinamento "non point", non imputabile, cioè, a punti (sorgenti) specifici e individualmente identificabili. In particolare, le pratiche agricole (non solo quelle relative alle coltivazioni delle mele) e quelle forestali sono particolarmente significative, per la tipologia e le caratteristiche degli agenti contaminanti, che contribuiscono all'inquinamento delle acque profonde, oltreché al degrado dei corsi d'acqua superficiali.
Anche il traffico genera agenti inquinanti: non vanno quindi considerate solo le forme di inquinamento acustico ma anche le forme più sottili e insidiose di contaminazione nei suoli superficiali e delle acque profonde dovute al traffico veicolare.
Le problematiche concernenti il sistema insediativo riguardano principalmente:
- il degrado dei centri storici (fisico- funzionale, ma anche economico e sociale);
- la collocazione impropria di attività produttive: impropria perché, in contrasto con le finalità di una armonica programmazione degli usi del suolo, volta ad evitare conflitti, produce sottrazione di suoli agricoli pregiati ed è incompatibile, in particolare; con le aree ambientalmente sensibili;
- la localizzazione stessa degli impianti speciali, particolarmente dei depuratori (posizionati in aderenza ad aree ambientalmente sensibili o alle rive dei laghi);
- la centrale di S. Massenza, localizzata, con i suoi impianti di trasformazione e gli interruttori, sulle rive di uno dei laghi più ameni della Valle.
- l'impatto degli elettrodotti che costeggiano diversi centri abitati o addirittura li attraversano (inquinamento elettromagnetico).
Le problematiche riguardanti le aree agricole ed il paesaggio agrario sono correlate in primo luogo, all'edificazione diffusa, con forme di alterazione pesante del paesaggio agrario-storico e un consistente e forse definitivo scadimento formale e compositivo e di grave compromissione degli ecosistemi. Anche nelle aree agricole, attraverso l'artificializzazione dei suoli, con la loro impermeabilizzazione ai fini edificatori (residenziali e produttivi), si determina, inoltre, un pesante contributo allo squilibrio idraulico (aumento della velocità di corrivazione, dilavamento dei suoli superficiali, etc.).
Altre problematiche ambientali riguardano:
- la zona delle Marocche, già compromessa nell'integrità dei suoi caratteri geomorfologici e biotici,
dalle iniziative di forestazione avviate negli anni '30 (fra l'altro oggi si assiste all'accentuato deperimento del manto forestale);
- i laghi e le loro sponde, in qualche caso con l'alterazione dei caratteri morfologici. La forma è stata modificata anche per l'effetto di trasformazioni dovute all'insediamento di impianti produttivi (in particolare, gli impianti di trasformazione della centrale elettrica di S. Massenza) e con la realizzazione di aree di fruizione, che hanno pesanti impatti sulle aree più delicate di transizione tra le sponde dei laghi e gli ambiti agro-forestali e l'ambiente costruito.
- il problema più grave per le superfici lacustri e per i corpi d'acqua è, comunque, l'alterazione del regime idraulico e dei caratteri chimico-fisico-biologici delle acque, a seguito delle trasformazioni connesse alla produzione di energia idroelettrica. |
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