Durata
5 giorni
Località
Alto Garda e Valle del Chiese
Data
Da giov 27 aprile a lun 1 maggio
Pensato per
Escursionisti esperti

Un cammino lungo la via percorsa nel XVI secolo da un esercito di lanzichenecchi, arruolato dal Sacro Romano Impero per raggiungere Roma. Accompagnati dall’esperienza e dalla passione per la storia di Roberto Panelatti, compiremo un suggestivo viaggio lungo i territori che congiungono la Valle dei Laghi alla Val Vestino (Brescia), attraversando paesaggi naturali, culturali ed enogastronomici.

Attraverseremo la Valle dei Laghi, le Giudicarie Esteriori, la Val di Ledro, la Val del Chiese, per giungere in Val Vestino, in un continuo mutare di paesaggi. Questo percorso ci consentirà di conoscere gli ambienti naturali, la cultura, l’architettura, l’enogastronomia di questi territori che appariranno in tutta la loro bellezza e varietà. Percorreremo sentieri in aree di particolare pregio naturalistico e per questo protette dalla Rete di Riserve Alpi Ledrensi e dalla Riserva della Biosfera Unesco Alpi Ledrensi e Judicaria. Un viaggio nella storia e nella cultura della gente trentina, per capire meglio questa terra di confine. La primavera, con lo spettacolo della fioritura, renderà ancora più emozionante il cammino, mentre le serate saranno ravvivate dai buoni piatti della cucina tipica locale.

L’esperienza è pensata per escursionisti allenati. È prevista una navetta per il rientro a Sarche.

Ritrovo  Ore 9.00, al parcheggio del supermercato Orvea di Sarche (frazione del Comune di Madruzzo)

 

Cosa devo portare? Tutto il necessario per un’escursione in montagna di più giorni (calzature da montagna, mantella antipioggia, giacca da montagna, borraccia, eventuali bastoncini, frontalino, abbigliamento di ricambio, un paio di guanti, un berretto per il riparo anche dal freddo, occhiali da sole, un ombrellino, cerotti per la prevenzione delle vesciche ai piedi, viveri, farmaci ad uso proprio)
Incluso
Organizzazione, accompagnamento, quattro cene a menu fisso, quattro pernottamenti e quattro prime colazioni
Non incluso
Le spese personali, i pasti e gli spuntini durante il cammino (acquistabili nel corso dell’esperienza), le bevande e ogni altro extra sono a carico dei partecipanti + 15 € della navetta per il rientro a Sarche
Durata 5 giorni di cammino e 4 pernottamenti
Dislivello Per i dettagli su km e dislivelli vedi la sezione “Programma”
Difficoltà Medio alta
Partecipanti Il gruppo sarà composto da un minimo di 3 e un massimo di 10 persone
In caso di maltempo In caso di forte maltempo annunciato l’esperienza verrà annullata e riproposta in altra data o rimborsata
Animali Non sono ammessi, purtroppo.

 

Giorno 1:

Da Sarche (250 m.) a Cavrasto (717 m.), attraverso la Valle dei Laghi, il Passo della Morte (851 m.), Comano Terme e Campo Lomaso.

Cena, pernottamento e prima colazione presso l’Agriturismo Maso Pra Cavai.

21 km; 8 ore; dislivello positivo di 800 m.

Giorno 2:

Da Cavrasto (717 m.) al Rifugio al Faggio (963 m.) in Val Concei attraverso la Val Marcia, Gavardina (2047 m.) e il passo dell’Usol.

Cena, pernottamento e prima colazione presso l’Hotel al Faggio.

24 km; 9 ore; dislivello positivo di 1330 m.

Giorno 3:

Dal Rifugio al Faggio in Val di Concei a Por, nella Pieve di Bono, attraverso Bezzecca (700 m.), malga Vies, Bocca di Cadria (1840 m.).

Cena, pernottamento e prima colazione presso l’Agriturismo Maso la Meta.

27 km; 9 ore; dislivello positivo di 1140 m.

Giorno 4:

Da Por (730 m.) a Baitoni, sul lago d’Idro, attraverso Giumela, malga Campo (1600 m.), il passo di Rango, S. Lorenzo di Storo e Baitoni.

Cena, pernottamento e prima colazione presso Albergo Alpina.

26 km; 10.30 ore; dislivello positivo di 1330 m.

Giorno 5:

Da Bondone (740 m.) a Capovalle, attraverso Bocca Cocca (1400 m.) e Valvestino.

23 km; 9 ore; dislivello positivo di 730 m.

Rientro in serata entro le 19.30 a Sarche con una navetta (al costo di 15 euro da pagare sul posto)

roberto-panelattiSono Roberto Panelatti e sono nato a Tione nel 1960. Sono sposato con Antonella – di professione scultrice – e ho tre figli, Elena, Silvia e Lorenzo.

Mi ritengo un montanaro autoctono, appassionato del mio territorio, del quale continuo a cercare i privilegi e i limiti. Del montanaro penso di possedere alcuni pregi e quasi tutti i difetti, ne propongo una breve sintesi: la montagna è il mio habitat naturale; per quanto mi sforzo, temo di avere una visione limitata di quanto è successo e succede nel mondo; sono caparbio, almeno chi mi conosce tende a definirmi così; lavoro tanto e con entusiasmo; so trasmettere passione a chi viaggia con me; sono curioso e ciò mi facilita nel riconoscere l’anima autentica del luogo; ho il senso della responsabilità.

Sono interessato allo studio e alla narrazione del rapporto che lega l’uomo alla montagna, in particolare “all’alta montagna”, sia in chiave storica che contemporanea. Nella mia attività di Accompagnatore di Media Montagna cerco di proporre le evidenze – testimonianze orali, bibliografiche, emergenze territoriali – che legano un territorio ad un periodo o ad un evento storico particolare.

Ho sempre frequentato la montagna, maturando una buona esperienza escursionistica e, in passato, anche alpinistica. Ho fatto parte del Soccorso Alpino per più di 25 anni, quale Tecnico di Soccorso Alpino e Conduttore di Cane da Valanga.

Ho una discreta esperienza nell’organizzazione di viaggi a piedi di più giorni. Sono alla ricerca di persone che possano condividere le mie passioni, alle quali vorrei trasmettere quello che in questi primi 56 anni di vita ho imparato, e acquisire nuovi saperi da chi viaggia con me.

I cinque lanzichenecchi, acquaforte di Daniel Hopfer, ca. 1530
I cinque lanzichenecchi, acquaforte di Daniel Hopfer, ca. 1530

Novembre 1526. I lanzichenecchi di Georg Frundsberg, provenienti da Mindelheim, Germania, sono giunti a Trento. Con loro c’è il Conte Ludovico della casata trentina dei Lodron, fratello di Anna e cognato di Georg Frundsberg. L’esercito, al soldo dell’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, è diretto verso la pianura padana, per ristabilire la sua supremazia nei confronti degli Stati che compongono la lega di Cognac, la “Santa Alleanza”, che vede alleati del Papa Clemente VII, i Francesi di Francesco I, la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Firenze.
Il Frundsberg, su suggerimento del Conte Lodron, muovendosi da Trento, per evitare contatti ”prematuri”con gli eserciti avversari, prende una via inaspettata che inganna gli osservatori nemici che lo spiano da vicino: fa credere di voler scendere verso Verona, lungo la valle dell’Adige, ma poi si dirige verso le Giudicarie, andando in direzione Sud Ovest.

Viaggiando per più giorni attraverso valli e monti del Trentino Sud Occidentale, arriverà nella pianura padana nei dintorni di Mantova, dove, nei giorni 24 e 25 novembre, dovrà ingaggiare battaglia con Giovanni dalle Bande Nere a Governolo. La stessa armata, una volta congiuntasi con l’esercito imperiale, proseguirà poi per Roma, dove nel maggio del 1527 i soldati deprederanno in modo sciagurato la città. Tale episodio passerà alla storia come il “Sacco di Roma”.

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