Durata
2 giorni
Località
Val di Pejo e Val di Rabbi
Data
Da sab 8 a dom 9 luglio
Pensato per
Adulti

Trekking scientifico di due giorni alla scoperta delle origini secolari del carbone nei suoli della Val di Pejo e del suo impatto su praterie alpine e laricete d’alta quota. Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio vedremo da vicino due paesaggi molto diversi: quello della prateria a lariceto vicina al lago di Pian Palù in Val di Pejo, dove la produzione del carbone ha avuto effetti sul paesaggio e sull’ecologia del luogo; e quello della foresta di larici secolari della Val di Rabbi dove la produzione del carbone non ha impattato.

Il carbone da legna è stato prodotto per secoli in Val di Pejo. Fra il 1853 e il 1858 è stato generato nelle carbonaie identificabili oggi vicino al lago di Pian Palù a 2.000 m. di altitudine a partire da legna di larice e più raramente di abete rosso. Questo è un sito unico nel suo genere per studiare l’impatto che la produzione del carbone da legna ha sulle laricete e le praterie d’alta quota. La stabilità di questo carbone nel suolo di prateria alpina e l’impatto che ha sulle qualità del suolo e sulla produttività di biomassa (foraggio) è interessante perchè il carbone vegetale è oggi utilizzato in agricoltura per migliorare le rese agricole e aumentare gli stock di carbonio nei suoli. L’aumento delle rese agricole è una risposta necessaria all’aumento della popolazione mondiale, mentre l’aumento degli stock di carbonio nei suoli è un fattore di grande interesse poichè permetterebbe di mitigare il cambiamento climatico in atto. Il fatto di studiare il fenomeno in queste carbonaie permette di avere una visione di lungo periodo sulla stabilità effettiva di questo carbone nel suolo e sull’effettivo impatto che il carbone ha sulla fertilità dei suoli dopo 150 anni. Il contesto delle praterie alpine inoltre è soggetto a un forte fenomeno di abbandono da qualche decennio. Valutare l’impatto del carbone sui suoli alpini vuol dire valutarne anche la possibilità di impiego come ammendante agricolo.

Avremo modo di confrontare questo paesaggio con le foreste di larici secolari della Val di Rabbi, un ecosistema dalle caratteristiche molto simili ma sul quale la produzione di carbone non ha impattato. La biomassa degli alberi secolari è stata utilizzata per calcolare la quantità di legna presente in una foresta a 2.000 m di altitudine e quindi la quantità di carbone potenzialmente prodotto nelle nostre carbonaie.

Ritrovo Ore 9.30 sede del Parco Nazionale dello Stelvio, Cogolo di Pejo, via Roma 65
Cosa indossare Abbigliamento adeguato per escursioni in montagna
Cosa portare Tutto il necessario per un’escursione in montagna (calzature da montagna, k-way/mantella antipioggia, giacca da montagna, borraccia, abbigliamento di ricambio…)
Incluso
Organizzazione, guida, accompagnamento, un pernottamento, una cena, una colazione, il pranzo al sacco della domenica
Non incluso
Bevande, pranzo al sacco del sabato
Durata 2 giorni
Difficoltà Medio bassa. Per i dettagli vedere la sezione “Programma”
Pernottamento Camerate della forestieria del Parco nazionale dello Stelvio in Val di Rabbi
Pensato per Adulti interessati a temi ambientali come il cambiamento climatico e agli ecosistemi di montagna con la voglia di scoprirne il funzionamento e le dinamiche; studenti di licei scientifici o università scientifiche.
In caso di maltempo In caso di forte maltempo annunciato l’esperienza verrà annullata e riproposta in altra data o rimborsata
Nota Per chi volesse arrivare sul posto la sera del venerdì sono disponibili le camerate della foresteria del Parco Nazionale dello Stelvio in Val di Rabbi (6 euro se muniti del proprio sacco lenzuolo, 11 euro per chi non lo ha). In caso di interesse contattateci al numero 3480176732.
In alternativa potete prenotare un alloggio a Cogolo o a Pejo in Val di Pejo, località vicine ai luoghi che andremo a visitare il primo giorno

Foto in alto di Gabriele Canella

Giorno 1:

9:30 ritrovo presso la sede del Parco Nazionale dello Stelvio a Cogolo di Pejo e partenza alla volta del lago di Pian Palù;

10:00 inizio escursione fino alle carbonaie

12:30 circa arrivo alle carbonaie:

  • Identificazione delle carbonaie nel paesaggio
  • Descrizione geografica/geologica
  • Descrizione biodiversità prato e foresta
  • Apertura dei profili del suolo
  • Spiegazione delle origini di questi suoli diversi
  • Spiegazione datazione carbone

13:30 pranzo al sacco e migrazione verso una seconda carbonaia (10 min. a piedi)

14:30 altri approfondimenti:

  • Impatto che il carbone ha sugli stock di carbonio dei suoli alpini – contributo alla mitigazione del cambiamento climatico – descrizione delle tecniche di indagine impiegate e risultati ottenuti
  • Impatto che il carbone ha sul contenuto di nutrienti nei suoli e sui cicli dei nutrienti delle praterie – ruolo delle deposizioni atmosferiche nel ciclo dei nutrienti nelle praterie alpine – altre fonti di nutrienti (accumulo biomassa organica, pascolamento) – ruolo del carbone nel variare questi fenomeni nell’ecosistema delle praterie alpine – descrizione delle tecniche di indagine impiegate e risultati ottenuti
  • Impatto del carbone sulla produzione e qualità di forraggio di alta quota – descrizione delle tecniche di indagine impiegate e risultati ottenuti

17:00 ritorno al lago di Pian Palù seguendo un sentiero ad anello

18:00 si raggiunge la forestieria del Parco Nazionale dello Stelvio

19.30 cena e pernottamento

Giorno 2:

8:30 colazione

9:00 partenza per l’escursione in Val di Rabbi

10:00 arrivo al parcheggio di Colèr e navetta fino a Malga Stablasolo

10:45 inizio escursione da Malga Stablasolo

12:00 arrivo alla Scalinata dei Larici Monumentali – pranzo al sacco

12:45 inizio Scalinata dei Larici Monumentali:

  • Descrizione età larici e tecniche di datazione
  • Confronto con larici della Val di Pejo
  • Cause delle differenti evoluzioni dell’ecosistema (impatto carbone in primis)
  • Descrizione delle fasi di crescita di una foresta di larici ad alta quota
  • Descrizione tecniche di quantificazione biomassa forestale (vecchie e nuove)
  • Impiego di questi dati all’interno dello studio della stabilità del carbone presentato il primo giorno – valutazione impatto su mitigazione cambiamenti climatici

15:45 conclusione della visita scientifica alla Scalinata dei Larici Monumentali e ritorno verso malga Stablasolo

17:00 arrivo alla malga Stablasolo e ritorno alle macchine

irene-criscuoliSono Irene Criscuoli e ho ottenuto il mio dottorato di ricerca in “Scienze ambientali – Specialità scienza del suolo” presso l’Université Pierre et Marie Curie di Parigi in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN). La mia ricerca si è focalizzata sulla stabilità del carbone nei suoli alpini e il suo impatto sulla fertilità delle praterie. Le antiche carbonaie della Val di Peio, nel Parco dello Stelvio, sono state il mio terreno di studio.
Questo lavoro si inserisce in un contesto di ricerca internazionale sull’impiego del carbone in agricoltura (biochar) al fine di ridurre le emissioni di gas serra dai suoli e aumentare le produzioni agricole.
Precedentemente mi sono occupata di cambiamento climatico, agricoltura e produzione energetica sostenibile all’interno di progetti di ricerca, attività di comunicazione e azioni concrete basate su metodi partecipativi a Firenze, Parigi e nel continente africano.

Ivan-CalloviSono Ivan Callovi, laureato presso l’Università degli Studi di Padova in Scienze Forestali ed Ambientali. Lavoro per il settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio dove, nel corso degli anni, mi sono occupato di attività inerenti alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione in ambito ambientale.

Ritrovo presso la sede del Parco Nazionale dello Stelvio in via Roma 65 a Cogolo di Pejo.

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