Durata
3 giorni
Località
Parco Naturale Adamello Brenta
Data
Da ven 25 a dom 27 agosto
Pensato per
Escursionisti esperti

In cammino per tre giorni ai piedi dei ghiacciai del Carè Alto nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta. Con Paolo Baroldi attraverseremo boschi, valli selvagge, laghi pittoreschi, pietraie di tonalite e verdi pascoli e dormiremo nei rifugi alpini Carè Alto e San Giuliano.

Un lungo trekking tra la natura selvaggia e le tracce dell’uomo, che da sempre utilizza le risorse che la montagna offre per sopravvivere, ma che un secolo fa ha trasformato questo territorio in un campo di battaglia.

Inizieremo il trekking dal parcheggio di Pian della Sega con il rifugio Carè Alto già in vista. Salendo lungo il sentiero vedremo un cambiamento sostanziale della vegetazione: cammineremo prima in un bosco di faggi ed abeti per arrivare poi in una prateria alpina, attraversando ripidi pendii colonizzati da ontani, rododendri e larici. Ogni passo verso l’alto ci amplierà la vista verso le Dolomiti di Brenta e le Prealpi Venete e il nostro sguardo, una volta arrivati al Rifugio carè Alto, raggiungerà il Monte Baldo e l’altopiano di Asiago.

Dopo la faticosa salita di venerdì, sabato inizieremo con una discesa lungo la pittoresca scala di sassi denominata “Bus del Gat”. Il sentiero proseguirà con dolci saliscendi attraverso prati e ruscelli fino al Passo dell’Altar, dove troveremo le fortificazioni della Prima Guerra Mondiale, combattuta su queste montagne un secolo fa.
Scenderemo lungo i pascoli della val Siniciaga fino alla malga Germenega Bassa, dove inizia la salita nel bosco di larici ed abeti che ci porterà alla malga Germenega di mezzo e poi al Rifugio San Giuliano, sotto gli occhi della Presanella, la cima più alta del gruppo.

Il terzo e ultimo giorno ritorneremo sui nostri passi fino alla malga Germenega di Mezzo per poi continuare a salire lungo la Valle fino al Passo del Forcellino, costeggiando numerosi laghetti. Da qui affronteremo l’ultima discesa che ci farà concludere il percorso ad anello riportandoci in Val di Borzago.

Ritrovo  Ore 8.15 a Tione nel parcheggio davanti alla chiesa (300 m. dopo la rotonda principale in direzione della Val Rendena)
Cosa indossare Abbigliamento adeguato per escursioni in montagna
Cosa portare Tutto il necessario per un’escursione in montagna di più giorni: sacco lenzuolo, calzature da montagna, k-way/mantella antipioggia, giacca da montagna, borraccia, eventuali bastoncini, frontalino, abbigliamento di ricambio, un paio di guanti, un berretto per il riparo anche dal freddo, occhiali da sole, un ombrellino, cerotti per la prevenzione delle vesciche ai piedi, viveri, farmaci ad uso proprio
Incluso
Organizzazione, guida, due pernottamenti, due cene, due colazioni
Non incluso
Bevande, pranzi al sacco (si possono chiedere ai rifugi
Durata 3 giorni di cammino e 2 pernottamenti
Dislivello Per i dettagli su km e dislivelli vedi la sezione “Programma”
Difficoltà Medio alta
Partecipanti
In caso di maltempo In caso di forte maltempo annunciato l’esperienza verrà annullata e riproposta in altra data o rimborsata
Animali Non ammessi

 

Giorno 1:

Partenza dalla Val di Borzago (Pian dela Sega, 1250 m.)  e arrivo con pernottamento al rifugio Carè Alto – Dante Ongari 2459 m.
Distanza: 5,2 km
Dislivello: salita 1200 m, discesa 0 m.
Tempo di percorrenza: 3,30 h

Giorno 2:

Partenza dal rifugio Carè Alto e arrivo con pernottamento al rifugio San Giuliano, attraverso il Passo dell’Altar e le malghe Siniciaga e Germenega.
Distanza: 13,5 km
Dislivello: salita 600 m., discesa 1100 m.
Tempo di percorrenza: 6,00 h

Giorno 3:

Partenza dal rifugio san Giuliano e rientro in val di Borzago attraverso le malghe di Germenega, Pozza, Stablei e il Passo del Forcellino.
Distanza: 13 km
Dislivello: salita 500 m., discesa 1200 m.
Tempo di percorrenza: 5,00 h

Paolo-Baroldi_accompagnatore_media-montagnaSono Paolo Baroldi. Appassionato di ambiente e montagna, mi piace provare a trasmettere questo mio amore alle persone. Ho frequentato il Liceo Scientifico per le professioni del Turismo in Montagna di Tione che mi ha portato a diventare Maestro di sci fondo e Accompagnatore di Media Montagna. Pratico l’arrampicata e lo sci alpinismo e sono un volontario del Soccorso Alpino Trentino.

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