Il bramito dei cervi

Ascoltalo nella quiete delle foreste dei Parchi Naturali trentini

“Quando il cervo è innamorato grida, mugghia, tuona, sibila”. Agli inizi del secolo scorso il naturalista trentino Guido Castelli utilizzava questi quattro verbi per descrivere il bramito. Uno dei suoni naturali più emozionanti che è dato conoscere all’uomo, un richiamo selvatico misterioso e indimenticabile.

Cervo-Mattia-Dori

Il cervo non è un animale qualsiasi. La sua maestosità e la sua eleganza hanno stregato gli uomini sin dai tempi più antichi. Tanto che a questa specie sono stati associati numerosi significati simbolici nelle più disparate culture del mondo, a testimonianza del profondo senso di rispetto e riverenza riservatole nei millenni. In contrapposizione alla figura del toro, simbolo di una forza più cieca, il cervo è da sempre legato al culto della fertilità e della rinascita per via dei palchi che si rinnovano periodicamente e che assomigliano a degli alberi.

Tra la metà di settembre e la metà di ottobre i cervi maschi adulti abbandonano la loro consueta vita solitaria per andare alla ricerca di un harem di femmine da conquistare a suon di bramiti.

È la stagione degli amori. I maschi, invigoriti dal testosterone, si trasformano. Il collo si ingrossa e le corde vocali si ispessiscono per riuscire a far riecheggiare il bramito per chilometri e chilometri. Solo chi ha il verso più potente, vigoroso e frequente riuscirà ad allontanare i maschi rivali e attirare le femmine.

cervo notturno_foto_Mattia_Dori

È un periodo di gioie e dolori per i poveri cervi! Le femmine sono feconde e ricettive alle attenzioni dei maschi per un lasso di tempo davvero limitato. E a forza di bramiti, inseguimenti, controllo dell’harem, esibizioni di minacce, marce in parallelo e battaglie - se proprio non se ne può fare a meno - i maschi perdono fino a un 30% del loro peso per lo sforzo.

Un’esperienza intensa rivolta agli amanti curiosi della natura, dei suoi suoni e dei suoi silenzi, dell’osservazione degli animali e della loro vita.

Da vivere nei tre Parchi trentini, il Parco Naturale Adamello Brenta, il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Il momento migliore per assistere al magico rituale del corteggiamento è all’imbrunire, quando la notte sta per sopraggiungere e i cervi si spingono nelle radure per le loro esibizioni. In questo periodo non è difficile trovarsi nel bel mezzo di una “gara” di bramiti. E con un po’ di fortuna e facendo silenzio, nel rispetto degli animali, non è improbabile riuscire a scorgerli anche a distanze piuttosto ravvicinate!

Cominceremo con una cena leggera a base di prodotti locali, dove conosceremo l’esperto faunistico del Parco, il nostro Virgilio del mondo dei cervi. Insieme a lui parleremo di questo animale affascinante e ci addentreremo nel bosco per una passeggiata notturna, alla ricerca dei suoni della natura. Utilizzando la “termocamera” sarà possibile vedere la radiazione infrarossa emessa dagli animali e scorgere nel buio più osservare la vita che si risveglia nel profondo della notte. Questo strumento ci regalerà immagini e riprese capaci di svelare le abitudini di vita dei cervi e degli altri abitanti della notte!


Foto di Mattia Dori

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