Pianificazione territoriale in Trentino-Alto Adige
Il Masterplan di Bolzano
L'assemblea ordinaria della sezione Trentino dell'Istituto Nazionale di Urbanistica svoltasi presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione Trentino-Alto Adige l'11 marzo 2010 è stata l'occasione per presentare agli urbanisti trentini la recente esperienza altoatesina della redazione del Masterplan della città di Bolzano. L'urbanista Peter Morello e l'avvocato Andrea Torricelli, della sezione Inu dell'Alto Adige, hanno illustrato approfonditamente la genesi e i contenuti di questo innovativo strumento urbanistico che vorremo qui sintetizzare brevemente per i lettori di Ambiente Trentino.di Alessandro Franceschini

Un progetto urbano come Masterplan
Per Masterplan si intende un percorso di innovazione che offra alla città e ai suoi abitanti una risposta adeguata ai bisogni e alle aspettative del vivere e abitare in una città posta al centro delle Alpi e dei flussi di idee, persone e merci tra nord e sud dell'Europa. Da oltre 100 anni Bolzano è governata nei suoi processi di crescita e trasformazione da Piani Urbanistici, che la città ha voluto darsi come regola e modello per tutelare le sue qualità architettoniche e ambientali. A Bolzano, per storia, ma anche per una cultura urbanistica consolidata nel governo della città, il rapporto fra piano ed evoluzione urbana è molto stretto, non solo riguardo alla rispondenza formale delle previsioni urbanistiche, ma soprattutto per il concretizzarsi dell'idea sottesa ad ogni piano che ha determinato la possibilità di riconoscere la geografia delle stratificazioni urbane e sociali: la città medioevale, quella ottocentesca, la città fascista, le espansioni degli anni '70 e '80, i nuovi quartieri degli anni'90. Questo processo può essere letto con Silvano Bassetti come un percorso governato da attori tecnico-politici riconducibili, nel periodo moderno, alla città di Altmann e di Perathoner, quindi, più recentemente, in Piacentini e nei piani di Piccinato e Vittorini. La storia di Bolzano è quindi la storia di una città, non sono poi molte in Italia, che ha scelto di farsi costantemente guidare nei suoi processi di crescita e trasformazione da piani urbanistici approvati e attuati regolarmente, piani forse discutibili in alcune scelte, ma tutti frutto della convinzione che la città, deve darsi regole e rispettarle.
Utilizzando una favorevole condizione di oggettivo alleggerimento del fabbisogno di aree edificabili, la Bolzano del terzo millennio può dedicarsi, più e prima che alla sua crescita, al suo ri-disegno complessivo, alla cura di se stessa, alla correzione dei suoi squilibri, alla ricucitura dei suoi tessuti, alla riqualificazione delle sue parti, al potenziamento delle sue reti, puntando al dispiegamento delle sue potenzialità, all'esplicitazione delle sue peculiarità, all'armonizzazione con il suo ecosistema.
La Vision
Il Masterplan a partire dal quadro politico programmatico del Piano di Sviluppo Strategico e assumendo un orizzonte temporale di medio lungo-periodo, propone una idea di città fattibile e ancorata alle linee guida della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Masterpaln si fonda anzitutto su una "vision", ovvero un documento politico tecnico che a partire dalle "linee guida" e dalla "sfida della qualità" propone il racconto del futuro possibile che si intende costruire. Rappresenta il punto di partenza per definire le strategie future e contemporaneamente vuole essere anche l'occasione di confronto sulle responsabilità di lungo periodo che l'amministrazione si assume.
La città nodo

Bolzano si posiziona geograficamente come un importante nodo di scambio con funzioni proprie (ambiente, cultura, ricerca) e prossimo a nodi economici di livello superiore (Verona). Questo posizionamento di derivazione storica - funzionale oltre che geografica, non rappresenta un dato acquisito ma un progetto da perseguire costantemente, un patrimonio che va valorizzato rafforzando il sistema delle risorse umane, di spazio e di qualità urbana, di cui necessita. Nodo inteso in duplice senso: nodo culturale (cerniera tra mondo germanico e mondo italiano) ma anche nodo dell'energia e dell'ambiente (con particolare riferimento al terziario avanzato).
La città capitale
Bolzano è capoluogo provinciale e svolge un ruolo centrale in
termini di servizi pubblici e amministrativi rispetto a tutto l'Alto Adige,
ruolo che si estende anche nei confronti del sistema del commercio e dei
servizi privati per le imprese e gli abitanti di tutta la Provincia. Si tratta
di un ruolo consolidatosi nel tempo contribuendo in modo determinante a dare
forma alla città; un ruolo non eludibile con cui il Masterplan intende
misurarsi proponendo Bolzano capitale
del sistema provinciale, porta di accesso e valore aggiunto per tutta la
provincia.La città produttiva
Bolzano è stata ed è città industriale capace di sviluppare
saperi, conoscenze e ricerca. Si tratta di non dissipare quel patrimonio
favorendo percorsi di produzione - ricerca - innovazione. Troppo spesso nelle
aree produttive, anche in ragione di un modello governato sotto il principio
del diretto controllo pubblico, le trasformazioni e i progetti sono stati
guidati da meccanismi immobiliari piuttosto che imprenditoriali. Compito del
Masterplan è quello di valutare le effettive capacità e potenzialità che la
zona produttiva offre valutando gli opportuni percorsi di riutilizzo e riqualificazione
anche in ragione delle effettive domande e degli scenari evolutivi delineati
da Assoimprenditori.La città dell'abitare e la città pubblica
Una città per i cittadini e una città per competere deve essere
una città in grado di offrire qualità urbana, case adeguate, articolate
opportunità di lavoro, spostamenti confortevoli, servizi ricreativi, culturali
e commerciali accessibili. Il Masterplan intende diventare lo strumento per
attrezzare la città e rispondere alla crisi di urbanità, derivata da un
modello che per rispondere alla domanda di casa ha prodotto, in molti
quartieri, soprattutto dove l'intervento residenziale pubblico è stato
dominante, una condizione di assenza di città, intesa come
polifunzionalità e centralità.Le città del progetto
Queste visions sono state tradotte in alcune linee di progetto:
La città densa: Città densa significa valorizzare la qualità della città compatta e multifunzionale superando i rischi di: sottoutilizzo e degrado; irrazionale incrementalità puntuale; densificazione per intasamento interstiziale.
La città sostenibile: Città sostenibile significa contenere e mitigare la pressione delle attività antropiche sull'ambiente, agendo in primo luogo sulle sorgenti delle emissioni inquinanti di suolo, acqua e atmosfera. Significa anche tutelare gli spazi naturali, per mantenere, rafforzare, ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità, creando reti ecologiche che innervano anche la città, riducendo la dispersione degli insediamenti.
La città sociale: L'imperativo categorico è: deperifericizzare, cioè "rigenerare città", attivando processi generalizzati di "inclusione urbana" e implementando (puntualmente e diffusamente, luogo per luogo) i processi socio-culturali di formazione identitaria. L'urbanistica in questa direzione deve tornare a lavorare sugli spazi pubblici, sugli spazi di relazione, sui vuoti urbani, sui simboli della centralità, sulle icone dell'identità locale.
La città del verde: Città del verde significa rafforzare la dimensione e la qualità del verde. Bolzano ha una consistente dotazione di verde pubblico, che costituisce una peculiare condizione di qualità urbana. Il verde pubblico esistente può e deve essere incrementato per la sua insostituibile funzione per la qualità della vita. Ma soprattutto deve essere ricondotto "a sistema", attraverso interventi sistematici di connessione con l'obiettivo di mettere in rete i tutti i brani (piccoli e grandi) del verde puntuale con il grande sistema del parco lineare già oggi consolidato sulle rive del Talvera e dell'Isarco e con il sistema delle passeggiate di pendio.
La città delle opportunità: Perché sia interessante abitare a Bolzano è necessario mettere in campo una serie di azioni tese a rendere attrattiva la città sotto il profilo ambientale, della mobilità, dell'accessibilità alla casa e ai servizi, alla convivenza. Opportunità significa anche condizioni di lavoro per ceti professionali emergenti e per i giovani.
Il cuore della città: Il risultato della storia moderna di Bolzano ha portato alla situazione contemporanea dove il ponte Talvera forma l'elemento centrale dell'identità della città. Perciò vale la pena di riprogettare la zona insieme a tutte le aree circostanti con lo scopo di farlo diventare un unico luogo di identificazione e di riflessione di grande valore per la città e i suoi abitanti.
Il disegno di piano
Un patto tra città e campagna
Da sempre la pianificazione urbanistica a Bolzano ha posto l'accento sulla dimensione limitata del territorio cittadino. Si tratta di una visione, che rischia di guidare i processi di trasformazione della città senza mettere in relazione le diverse parti tra loro. Costruire un patto tra città e campagna significa ribaltare questa concezione, guardare il territorio nella sua interezza proponendo un disegno complessivo della città, valutando le relazioni tra lo spazio verde, il costruito, le pendici.
L'obiettivo è quello di rappresentare una nuova immagine della città che comprenda all'interno della sua cornice oltre alla figura urbana anche la figura dell'intero territorio.
Questo approccio non vuole mettere in discussione i punti di forza della gestione urbanistica che hanno saputo nel tempo contenere il consumo di suolo e costruire una città compatta senza episodi di periferie rurali, quanto piuttosto porre attenzione alle relazioni e al territorio agricolo valutato come risorsa per la città: per la sua forma, il suo clima, il suo paesaggio.
Costruire sul costruito
L'intervento sulla città consolidata e sulla città storica rappresenta il cuore del piano in termini di qualità, rifunzionalizzazione e riqualificazione urbanistica. Quanto più si agisce con rigoroso contenimento del consumo di suolo, tanto più si deve intervenire con razionalità e coerenza sul già costruito.
L'obiettivo dell'intervento sul già costruito è la coniugazione tra due necessità strategicamente convergenti:
- la salvaguardia e la valorizzazione della memoria e della qualità urbana;
- la piena e razionale utilizzazione del patrimonio edilizio esistente e delle potenzialità di implementazione delle cubature esistenti.
Superando i fenomeni spontanei di: permanenza di sottoutilizzi e di degrado, irrazionale incrementalità puntuale, densificazione per intasamento interstiziale.
Porre al centro politiche di contenimento del consumo di suolo, significa anche, avere attenzione: agli spazi liberi nella città consolidata che non devono necessariamente essere tutti edificati.
Il parco delle rive
La confluenza del Talvera nell'Isarco è più del centro orografico di Bolzano: questi corsi d'acqua attraversano tutte le zone della città e sono il loro elemento unificante, le loro rive divengono struttura portante e vitale per l'intera città. Le superfici delle rive devono essere ampiamente riqualificate per tutta la loro estensione e liberate da qualsiasi barriera che ne ostacoli la fruibilità e l'accessibilità, sia essa la strada arginale o i muri e le recinzioni esistenti. La fascia verde lungo i fiumi distribuisce le centralità della vita cittadina. La città si affaccia sull'acqua, guadagna un nuovo fronte e visuali emergenti sul fiume.
L'autostrada, l'arginale, il trasporto pubblico
La tratta di attraversamento urbano della A22 costituisce il più importante elemento di criticità di Bolzano. Rispetto alla fase originaria della realizzazione della grande opera infrastrutturale, allora indubbiamente ispirata a criteri di funzionalità-razionalità-economicità, il tracciato lungo l'Isarco e la sua soluzione in viadotto presenta oggi significativi caratteri di impatto negativo sotto il profilo viabilistico, ambientale, urbanistico e paesaggistico.
Ripensare all'infrastruttura autostradale che attraversa Bolzano rappresenta un progetto di ridisegno paesaggistico e funzionale capace di ridare alla città il suo ruolo di centro ambientale nel cuore delle Alpi.
L'Arginale, ancor più dell'autostrada rappresenta una profonda frattura urbana e risulta inoltre sostanzialmente incapace di articolare i flussi di traffico.
I percorsi di attraversamento (autostrada e arginale) non devono più rappresentare barriere tra le diverse parti della città e gli stessi interventi infrastrutturali devono diventare occasioni di riqualificazione urbana, così come il trasporto pubblico articolato e integrato (ferrovia urbana, tram, bus e funivie) deve diventare l'armatura per la costruzione di una nuova città equamente accessibile.
La città pubblica e le nuove centralità
La sfida positiva che il Masterplan intende darsi è quella di diffondere la qualità urbana costruendo centralità, funzionali e simboliche, anche al di fuori dei luoghi naturalmente riconosciuti attrattivi in quanto ricchi di funzioni rare.
Se con il termine di centralità urbana si intendono quei luoghi che ospitano funzioni e servizi destinati ad un vasto bacino di utenza, l'obiettivo del piano è rappresentato dalla individuazione di più luoghi centrali, dalle diverse gerarchie che questi assumono e dalla definizione delle modalità con le quali devono essere progettati, rafforzati e interconnessi. Ne consegue che questi luoghi devono essere caratterizzati da un livello di accessibilità e localizzazione adeguato al ruolo che gli si vuole attribuire.
I quartieri, i luoghi della residenza e delle varie identità della città, saranno arricchiti da alcune nuove strutture pubbliche di livello urbano destinate ad affiancarsi ai servizi pubblici di vicinato oggi presenti. Questi progetti da accompagnare ad una forte riduzione del traffico automobilistico con un potenziamento del trasporto pubblico e con un incremento delle pedonalizzazioni, nonché una valorizzazione delle alberature e degli spazi verdi, si dovranno intrecciare con i percorsi del commercio, del lavoro, della cultura e del tempo libero.
La zona industriale come ambito di riqualificazione urbana
La Convenzione europea definisce il paesaggio "una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni". Si tratta di una prospettiva completamente nuova sul valore di paesaggio, non più inteso come "bellezza di insieme", ma inteso come qualsiasi luogo, incluse le aree residuali o degradate, che rappresentano comunque elementi chiave la cui salvaguardia, riqualificazione e gestione è compito della pianificazione.
La Zona Industriale, pari a circa un terzo dell'intero territorio urbanizzato, è andata progressivamente trasformandosi a seguito dei processi di modificazione e dismissione che hanno interessato alcune importanti imprese, definendo un territorio caratterizzato da progressive riconversioni in direzione terziario-commerciale, nella parte più vicina alla città; in direzione di un rafforzamento tecnologico e di ricerca nel cuore della Zona, dove i processi produttivi sono sempre stati legati alla grande industria e all'innovazione. L'impossibilità di programmare e pianificare i processi di trasformazione e/o dismissione produttiva, hanno determinato una sorta di "disordine urbanistico" che significa anche inefficienza nella disponibilità di aree per la produzione.
Il Piano intende affrontare questo tema di grande complessità mettendo a sistema una vasta area con consistenti parti da mantenere (interventi recenti e in itinere), con un progetto di infrastrutturazione viaria e con una profonda ristrutturazione urbanistica, ridefinendo spazi e funzioni, compresi quelli pubblici e residenziali.
Migliorare l'efficienza energetica della città e promuovere i progetti sull'energia rinnovabile
Il consumo di energia è in costante aumento nelle città e ad oggi, a livello europeo, tale consumo è responsabile di oltre il 50% delle emissioni di gas serra causate, direttamente o indirettamente, dall'uso dell'energia da parte dell'uomo.
Bolzano, assieme ad altre 200 città europee ha recentemente firmato a Bruxelles il "Patto dei Sindaci" con il quale si impegnano a ridurre le emissione di CO2 delle proprie città oltre quanto stabilito dal Piano dell'UE.
L'iniziativa, su base volontaria, impegna la città di Bolzano a predisporre un Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, vincolante, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 20% attraverso politiche e misure locali che aumentino il ricorso alle fonti di energia rinnovabile, che migliorino l'efficienza energetica e attuino programmi ad hoc sul risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia.
Il percorso proposto prevede:
- riduzione dei consumi energetici;
- il risanamento delle preesistenze edilizie;
- la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- la riduzione dei consumi nella mobilità.
Il Masterplan assume questo impegno articolandolo nelle linee di progetto di cui si compone.
Conclusioni
La struttura e la forma del Masterplan non possono essere quelle del Piano Urbanistico Comunale, che deve contenere precise norme, regole, dimensionamenti e perimetri delle aree coinvolte nelle trasformazioni; il Masterplan si configura come un disegno strutturale della città, dove vengono definiti gli ambiti di azione che i diversi soggetti pubblici e privati potranno attivare e nel contempo individua i limiti e le invarianti rispetto a tali azioni. Il Masterplan deve inoltre definire l'assetto e il disegno di piano individuando gli ambiti di degrado urbanistico e funzionale, prevedendo gli strumenti di intervento, così come deve individuare le possibili direttrici di espansione della città per fornire risposte alle domande dei cittadini, delle famiglie e delle imprese.
Gli urbanisti non predicono il futuro ed è per questo che oggi, anche diversamente dal passato, il piano si presenta in primo luogo come uno strumento di governo delle trasformazioni della città esistente. Il piano però deve anche individuare le direttrici e le aree che possono essere utilizzate per i bisogni della città per poterle mettere a disposizione se e quando questi bisogni si concretizzano, perché solo in questo modo si evitano risposte emergenziali che, andando alla ricerca dell'area più conveniente in quel momento, stravolgono il disegno urbano della città.
Il Masterplan si configura così come lo strumento innovativo che individua e disegna le opportunità che con strumenti tradizionali, Varianti e PUC, si attivano quando e, solo quando, sono necessarie.
