Il caso Montecatini-Alumetal
di Mori
a m b i e n t e t r e n t i n o . i t

Progetto Cerstata
Un polo per lo sviluppo sostenibile: Centro Europeo di Ricerca Sperimentale per le Tecniche Avanzate di Tutela dell' Ambiente


L' idea, la proposta
Indagine sul territorio, studi, ipotesi prima considerate poi, a un'attenta verifica, scartate, profonde riflessioni sull'area "ex Alumetal" hanno spinto a formulare l'idea di un centro di ricerche legato a più Università nel settore dell'ambiente, e più precisamente nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani, solidi urbani e dei rifiuti provenienti da demolizioni nel settore dell'edilizia.
Accanto al Centro Ricerche, la collocazione di due impianti di vaglio e smaltimento: uno per i Rifiuti Solidi Urbani, uno per gli inerti da demolizione edilizia.
a) Il Centro Europeo di Ricerca Sperimentale per le Tecniche Avanzate di Tutela dell'Ambiente diverrà necessario punto di riferimento nel settore sia per enti pubblici (nazionali e internazionali), sia per enti privati (centri internazionali, aziende operanti nel settore, ecc.). Esso consisterà di un' area in cui saranno predisposti tutti i relativi spazi e attrezzature necessari: laboratori, uffici, aree per conferenze, servizi, foresterie e alloggi per i ricercatori, ecc. E' presumibile che tali attività si insedieranno negli spazi "ex centrale" e edifici contermini, nonché edifici abitativi lato nord.
b) Accanto a tali attività di ricerca, vi saranno le vere e proprie attività applicative di raccolta, vaglio, smaltimento rifiuti, tutte rigorosamente collocate entro i tre grandi corpi di fabbrica, protette con sistemi sia di isolamento acustico sia di filtraggio dell'aria. La sovrabbondante superficie disponibile dei tre grandi manufatti consentirebbe lo svolgimento di tutte le attività in condizione "indoor", ossia isolate e protette rispetto all'ambiente esterno.
c) Nel corpo di fabbrica principale ("A") troverà collocazione anche il centro sperimentale attinente alle tecnologie di ecolabelizzazione, ossia quella particolare attività, prevista dalla normativa europea, per cui ogni prodotto, dall' elettrodomestico al mobile, dal computer al lampadario, al termine del suo ciclo, deve essere ricondotto allo smontaggio di tutti i suoi componenti originari, i quali verranno separatamente smaltiti o riutilizzati.
Tali impianti saranno predisposti e organizzati secondo le tecnologie più avanzate a livello europeo, e fungeranno da impianti pilota per un' attività che in tutta Italia, e anche all' estero, nell' immediato futuro, avrà un incremento notevolissimo.
L'esigenza di adeguare la nazione agli standard europei porterà a una pratica di smaltimento sia degli RSU che degli inerti del tutto nuova, peraltro già presente all' estero, resa ancor più necessaria dall'emanazione del "Decreto Ronchi", il quale stabilisce che tutti gli inerti da demolizione edilizia siano classificati come "rifiuti speciali", cosa che presuppone un trattamento non più limitato alla semplice discarica, come attualmente avviene, e alla quale nessuna parte di Italia è ancora preparata.
Un'altra pratica europea, quella della suddetta ecolabelizzazione trova attualmente in Italia una assoluta mancanza di cultura e di strutture che la possano rendere, nel breve, applicabile. Come è evidente ciò, è altrettanto evidente che anche tale pratica dovrà trovare presto applicazione, pena il non adeguamento ai parametri europei.
Fin qui, considerazioni di scala nazionale e internazionale. Vi sono, inoltre, considerazioni di scala locale, ma non per questo meno importante, che rendono assolutamente pertinente pensare, nel Trentino, ad un centro per l' ambiente come quello qui proposto. Pur rimanendo finora nell' ombra, la questione delle discariche locali è ormai talmente urgente e scottante, che basteranno altri 4-6 anni del trend attuale perché la problematica diventi assolutamente ingovernabile e drammatica. Le discariche si mostrano sempre più sulla via della saturazione, non si prospettano alternative radicali e che non siano estemporanee, anche perché il problema, oltre che tecnico, è sempre più di carattere politico. La proposta che qui si presenta unisce al centro di smaltimento una sostanza e un' immagine di alto profilo sotto l'aspetto ambientalistico, scientifico e tecnologico, capace di donare al Trentino, se sarà capace di coglierlo, un profilo di altissima avanguardia proprio, paradossalmente, sotto l'aspetto della natura e dell'ambiente.
Pensare a un bacino extracomprensoriale per la raccolta degli RSU, e ad un bacino comprensoriale per la raccolta degli inerti da demolizioni edilizie rende assolutamente adeguato e congruo il quadro dell'area "ex Alumetal" organizzata per l'attività qui esposta.
Si vuole fermamente evidenziare, in questa sede, come, a fronte di una debole fattibilità di altre funzioni, sicuramente più convenzionali ma anche prive di una giusta misura in quest'area, vi sia un settore destinato a ricevere sempre più incrementi, di risorse, di ricerca, di finanziamenti, in cui anche il privato, non appena gliene si darà la possibilità, è oltremodo disposto ad investire: appunto, quello dello smaltimento dei rifiuti e della ricerca nei settori analoghi e paralleli. L'insediamento nell'area di Concorso di attività di questo tipo, purché pensate proprio nella maniera qui presentata, darebbero al Trentino, come si ripete, l'opportunità di proiettarsi ad altissimi livelli di avanguardia nel settore ambientale, sia in ambito nazionale che internazionale.

 

Il concorso di idee Tecnofin