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Ex-Alumetal e Trentino 2000
di Bruno Sanguanini
(docente di Sociologia dei processi culturali
all'Università di Trieste
e Storia del giornalismo all'Università di Trento)
La strada per la re-invenzione del complesso industriale dell'ex-Alumetal
di Mori è aperta. Il primo passo, consistente nel Concorso
di idee progettuali, è stato fatto. Ora, si tratta di avviare un'istruttoria che porti a definire due o tre scelte possibili, da sottoporre al vaglio delle forze economiche e finanziarie, degli amministratori locali, dell'opinione pubblica del Trentino. Con queste pagine proponiamo una sintesi della discussione ipics/n corso.
Molti sostengono che la ri-progettazione dell'ex-Alumetal non è
una questione riconducibile strettamente né alla Vallagarina
né alla politica industriale sub-provinciale. In ballo ci sono
dei valori economici, territoriali, sociali, talmente grandi che la
scala provinciale è d'obbligo.
I risultati - premiati e non - del Concorso di idee lo dimostrano: tutti
ipotizzano la creazione di un "Polo del terziario avanzato"
che non ha uguali né in regione né nel nord-Italia. Il
progetto primo classificato è qualcosa di originale, ma la maggioranza
assoluta dei progetti selezionati suggerisce l'invenzione di qualcosa
che è, contemporaneamente, un mega-Shopping Center, un
Theme Park e un Center-media-museum di tipo post-moderno.
Tra poco vedremo di cosa si tratta.
Risultato: visto che si ipotizza un Center commercial-informativo basato
sulla commercializzazione soft di beni più facilmente riconducibili
alla cultura di massa e alla società dell'informazione che all'industria
chimico-meccanica di tipo tradizionale, è ovvio, quindi, che
il sociologo della comunicazione sia chiamato in causa. Beninteso ex-post,
per stimare quali sono le indicazioni che portano a centrare i target,
alle sintesi possibili, alle opzioni più razionali, onde coadiuvare
le strategie pubbliche e le scelte dei privati. La decisione finale
dovrà essere proiettata net quadro socio-economico del prossimo
ventennio, alla luce dei valori su scala europea, salvaguardando i pregi
del territorio vallagarino-gardesano.
Prima di tutto i fatti
Chi dice che c'è carenza di idee per progettare il Trentino 2000
ha l'opportunità di ricredersi. La mostra dei progetti relativi
al "Concorso di idee per la riqualificazione dell'ex-Alumetal di
Mori", promossa da Tecnofin, Provincia Autonoma di Trento, Comuni
di Mori e Rovereto, allestita per venti giorni a Rovereto, dal M.A.R.T.,
è la prova che le speranze e gli slanci creativi non mancano.
Ai progettisti, il Concorso chiedeva un'idea progettuale mirata al recupero
architettonico, salvaguardando l'ambiente, prevedendo nuovi investimenti
produttivi e occupazione.
Ripercorrendo l'esposizione roveretana, vediamo cosa dicono i progetti
più comprensibili, in ordine alfabetico, prescindendo per ora
da quelli premiati. Il progetto n. 1 propone un museo sulle energie
e sulla risorsa idrica. Il n. 2 parla di un centro di turismo, sport,
tempo libero, con polo museale e shopping di attrezzature sportive.
Il n. 4 propone un campus formativo con centri per turismo, sport, mostre-mercato,
museo. Il n. 5 presenta un Mall, ovvero un polo commerciale ed espositivo.
Il n. 6 accenna a un parco tecnologico tematico. Il n. 7 presenta una
ri-strutturazione dell'esistente come parco dell'architettura industriale.
Il n. 8 chiede un centro europeo di ricerca sulle tecnologie per l'ambiente.
Il n. 9 ci offre un mega-centro di servizi finanziari rivolto all'est
europeo. Il n. 10 presenta un museo delle fonti energetiche trentine
con parco tematico annesso. Il n. 11 fa riferimento a un centro di ricerca
e formazione sulle biotecnologie vegetali. Il n. 13 ipotizza un Mall
eco-agro--turistico. Il n. 15 presenta il Millenium Park, incentrato
su uno shopping center del turismo. Il n. 16 parla di un centro per
fiera, expò e congressi. Il n. 17 offre un Centro commerciate
con museo e area universitaria. Il n. 18 enuncia un mega-centro dei
materiali per l'edilizia e l'arredamento. Il n. 21 ipotizza un grande
centro industriale per il riciclaggio delle componenti materiali dell'automobile
rottamata. Il n. 22 accenna a un Mall che assomiglia a un mega-autogrill.
Il n. 23 progetta un centro polifunzionale di servizi socio-economici.
Il n. 24 inventa un Mall-parco con sezioni per centro cura-benessere,
ricreazione corporea, svaghi. Il n. 25 ipotizza un parco scientifico-tecnologico
con aziende high-tech e università. Il n. 26 presenta un centro
per la formazione e l'innovazione. Il n. 27 parla di un polo commerciale
eco-integrato. Il n. 29 evoca un polo di attività ricreative
e formative basate sul servizio pubblico. Infine il n. 30 ipotizza un
museo delle centrali elettriche e della Montecatini.
Come si può notare, le idee non mancano. A parte qualche eccezione,
molte sono tra loro convergenti. Il fatto che ogni concorrente ignorasse
l'altrui progetto fa credere che la convergenza - di tanti - su tre
o quattro idee-guida è un risultato tanto casuale quanto razionalmente
intelleggibile.
Messaggio dal Concorso
Dalla trentina di progetti scaturiscono alcune indicazioni di massima.
La ri-qualificazione del sito dovrebbe portare all'invenzione di un
Center post-post-industriale basato su commercializzazione di attrezzature
turistiche, cultura del tempo libero, abbigliamento e attrezzature degli
sport, formazione e ricreazione agli sport dell'area trentino-gardesana.
Che cosa comporta tutto questo?
un Center unitario verso l'esterno ma articolato - almeno su
tre focus all'intemo;
produttivo per il turismo, gli sport lago-montagna, il tempo
libero;
capace di dare occupazione ai giovani con formazione professionale
e oltre;
adatto a coniugare la commercializzazione di beni di consumo
con l'innovazione high-tech e la formazione avanzata;
quale sede di attività museali e formative connesse con
le risorse territoriali di qualità (turismo, sport di lago-montagna,
tempo libero, agro-alimentare di pregio);
eco-compatibile con la vallata e l'Alto-Garda;
turisticamente alternativo al Parco veronese di Gardaland;
orientato a sfruttare il traffico europeo sull'Autobrennero e
il turismo del Garda;
con la partecipazione della forma mentis e delle forze scientifico-universitarie;
con una gestione basata su investitori sia di tipo pubblico che
privati.
La maggioranza assoluta dei progettisti conviene che il futuro Center
ex-Alumetal debba basare le sue fondamenta su tre pilastri: il focus
cultural-formativo--ricreativo, il focus dello Shopping Center, il focus
dell'informazione e dei servizi. Tutto, però, dovrà essere
incentrato su attrezzature, abbigliamento, pratiche formative e cultura
ricreativa connesse a turismo, sport lago-montagne, vacanza e tempo
libero.
I progetti premiati
Su trenta, dieci progetti sono stati segnalati e premiati. I progetti
premiati e segnalati sono firmati, nell'ordine, dagli architetti Cecchetto,
Wolf, Matteini, Cegan, Venturin, Forrer, dagli ingegneri Leoni, Montresor,
Dalla Libera, e dall'architetto Turella. Gli architetti battono in volata
i pochi ingegneri. Quasi tutti i progetti sono favorevoli a fare dell'ex-Alumetal
una sorta di Centro del terziario avanzato.
Al primo posto troviamo il progetto n. 21. La scelta della Commissione
giudicatrice è stata facilitata dalla chiarezza dell'idea. Presenta
i vantaggi organizzativo-impreditorial-finanziario di una destinazione
produttiva mono-tematica e gestione mono-industriale. Tuttavia, l'idea
di "Mekano" è discutibilmente compatibile con la tutela
ambientate, la proiezione dell'economia locale verso i turisti del Baldo
e del Garda, la ricaduta degli investimenti pubblici sulle micro-attività
agro-commerciali della vallata. Questa è l¥opinione prevalente
dei giornali locali e di chi è intervenuto al dibattito tenutosi
a Mori il 25 giugno. Tutti gli altri progetti, premiati e non, sono
invece in sintonia con l'opinione pubblica.
Sfida più culturale che economica
Dalla maggioranza assoluta dei progetti esposti a Rovereto emergono
idee e suggestioni su cui è opportuno riflettere. Ma senza perdere
tempo. Tutti hanno colto il problema: il recupero e la re-destinazione
socio-economica del complesso - oggi proprietà della Tecnofin
trentina - è una vera e propria sfida. Di che cosa? Dello sviluppo
post-industriale in Trentino. Oggi, in ballo c'è il complesso
di Mori: domani chissà quale altra area provinciale ex-industriale.
Per dare un senso alla redditività degli investimenti ed alla
programmazione pubblica provinciale è evidente che non si dovranno
fare le stesse cose dappertutto. Ogni impresa merita il sito eco-culturale
più compatibile con il territorio e le risorse sociali. Il decisore
pubblico dovrà adottare una "previdenza sociologica"
non approssimativa. I progetti di idee oggi a disposizione indicano
la strada da battere: creare qualcosa che ancora - non esiste né
al di qua né al di là delle Alpi.
La ri-qualificazione del sito ex-Alumetal rappresenta, prima di tutto,
una sfida socio-culturale. Molti progettisti l'hanno intuito e compreso,
ma non approfondito. Il Concorso di idee non permette mai di sviluppare
forme di immaginazione sociologica. Il focus individuato è un
Polo di tipo commercial-socio-comunicativo più un Media Consumerism
Center del tempo libero che un'industria. Una sorta di Leisure &
Sports & Tourism Community basata su:
uno Shopping Center delle attrezzature del turismo, sport e tempo
libero; a iniziativa privata. Una vetrina del nord-est per l'e-commerce.
un Center dell'edu-entertainment di livello europeo circa le
attrezzature, le attività motorie e le tecnologie pro-sport,
turismo e tempo libero (leisure). Con Beauty Farm, Cliniche del benessere,
Campi-scuola di fitness e salute. Tutto a iniziativa privata.
Un Media Laboratory e un Contemporary Museum a
iniziativa pubblico-privato. Un museo storico-contemporaneo sia all'aperto
che al chiuso, con sale e video, per esibire la cultura degli sport
lago-montagna, delle vacanze e del tempo libero. Un complesso di palestre
e campi-scuola mini-residenziali per le gite scolastiche degli studenti
europei; questo a iniziativa prevalentemente pubblica.
Che cosa potrebbe essere la Leisure & Sports & Tourism Community
ipotizzata dai nostri progettisti?
Sarà un Mall, ovvero un mega-shopping, ma solo per un
terzo. Sarà un Theme Park, ma soltanto per un terzo. Non
dovranno esserci né le giostre o i divertimenti industriali come
a Gardaland o EuroDisney, ma luoghi e pratiche capaci di attrarre il
medesimo pubblico.
Negli spazi espositivo--commerciali, molte grandi e medie imprese di
attrezzature sport & leisure troveranno una vetrina sia per l'e-commerce
che un punto-vendita, a vantaggio del turista gardesano, del viaggiatore
europeo sull'A22, dello shopping via Internet. Non dimentichiamo che
in provincia, in regione, net nord-est, esistono imprese e laboratori
di abbigliamento e attrezzature sportive che necessitano di una "vetrina
internazionale". Sarà anche un Media-museum degli sport
alpini, acquatici e terrestri, si, ma solo per l'ultimo terzo. Le palestre
e i campi-scuola all'aperto, attivi tutto l'anno, possono affiancare
il museo con l'esposizione degli scarponi di Piaz, le foto di Bonatti,
lo zaino di Maestri, il cappello di Detassis, i libri di Fogar, Hillary,
Messner, gli sci di Thoeni e Tomba, la bici di Moser, la vela di Torboli,
le foto dei Pedrotti e l'audiovisivo di lago-montagna.
Un media-testimonial per il Trentino
A queste idee ci richiamano quasi tutti i progetti presi in considerazione.
Che cosa c'è di nuovo? In primo luogo, la scelta fatta dalla
Commissione di Concorso di porre il progetto n.21 al primo posto è
intelligente dal punto di vista della re-destinazione industriale del
complesso, dell'investimento privato-pubblico, dell'occupazione di tecnici
e manodopera specializzata. Giornali e popolazione di Mori hanno però
reso discutibile il progetto n.21 sostenendo che è poco integrato
con il territorio. Come dare torto a questa opinione pubblica?
Certamente, la ri-qualificazione socio-economica della Vallagarina non
potrà non avvenire in consonanza con la valorizzazione dei trend
socio-culturali di area, quindi con la proiezione turistica Baldo-Gardesana,
con il terziario avanzato museal--universitario prospettato per Rovereto
2000, con l'industria dei tecno-services e dell'agro-vitivinicolo specializzato
della zona.
Tutto ciò è meno coerente con il progetto n.21 che con
tutti gli altri progetti.
Forse Leisure & Sports & Tourism Community (L.S.T.C.) risulterà
l'alter-ego di Gardaland, ma anche qualcosa di più. Non dimentichiamo
che il parco a tema veronese produce annualmente più di due milioni
di ingressi. Il Theme Park è l'affare del secolo, come insegna
- oggi, non ieri - il successo di Eurodisney, il progetto del parco-castello
di Seefeld, l'idea del parco-fortezza del sindaco di Fortezza, l'articolo
apparso - a metà maggio 1999 sull'inserto "il Venerdi"
di "Repubblica", o un mio recente saggio sul mito del benessere
nei parchi tematici nel mondo. II fatturato annuale dei Parchi di divertimento
(tradizionale) in Italia è di 600 miliardi: 15 milioni di visitatori
è una bella cifra. Il Piemonte ha 6 parchi, la Lombardia 15,
il Veneto 15, il Friuli 2, l'Emilia-Romagna almeno 20, la Liguria solo
1. Dall'elenco delle Regioni turistiche del nord-Italia con almeno un
Parco manca solo il Trentino. Perché?
A fare Parchi tematici non sono le aree sprovviste di risorse turistico-naturali,
ma quelle già ricche. Il Parco fa sia da testimonial pubblicitario
che da moltiplicatore dell'attrattività nelle stagioni meno turistiche,
nei giorni di pioggia, nel week-end di mezza stagione. Le gite scolastiche
non mancano mai. Con Otzi, net 1998, it SudTiroler Archeologie Museum
di Bolzano ha fatto più 100.000 visitatori paganti, non pochi
con pernottamento a Bolzano. La maggior parte non erano bambini in fuga
dalla scuola, con maestra al seguito e ingresso gratuito: ma - ripetiamo
- visitatori paganti. Con "l'uomo venuto dal ghiaccio" il
turismo sud-tirolese ha un "testimonial pubblicitario" di
livello internazionale. Turisticamente, vale più dei mercatini
delle feste comandate.
Al Trentino, oggi, manca un testimonial di livello internazionale.
Le Dolomiti sono - dovranno essere! - per il turista di qualità.
Occorre trovare un pop-testimonial adatto ai mass media, alle gite scolastiche,
alla famiglia dei gitanti domenicali, alla band degli spendaccioni:
lo sanno tutti. La mitografia degli Alpini e della Grande Guerra non
vale più: siamo tutti pacifisti! L'idea di industrializzare il
Brenta è da molti ritenuta un po' balzana, si sa. I Parchi naturali
non sono adatti alla gita di massa: dobbiamo preservare sia le piante
che la fauna dall'incontro con i milioni di "balilla-escursionista"
dotati di merendina, the-tetrapack, patatine plastificate.
La lezione del Concorso
La soluzione del problema ex-Alumetal è a portata di mano: basterebbe
re-inventare l'ex-complesso Montecatini accogliendo l'idea suggerita
non da questo o quel progetto, ma dal Concorso di idee nel suo complesso,
ovvero dalla sintesi dette idee più comuni. Con quale profitto
sociale?
con lo Shopping Center su Leisure & Sports & Tourism gli
investitori privati del comparto attrezzature e abbigliamento sportivo-vacanziero
possono aprire una vetrina europea. Il Center potrà commercializzare
o fare da vetrina all'e--commerce.
Nel Theme Park sugli sport e il tempo libero, gestito
da privati, troveranno occupazione i giovani con formazione media, medio
superiore, universitari al primo impiego. Qui, troverebbero posto le
palestre, la Beauty Farm, il Fitness Center, i campi-scuola:
tutto a gestione privata. Il laboratorio di ricerca sulle attività
motorie e le attrezzature è rinviabile alla sede universitaria
trentina più adatta.
Con il Media-museum si chiama in causa l'iniziativa e
la spesa pubblica. Tuttavia, le collezioni potranno essere quelle dei
privati. Gli sportivi, si sa, hanno un cuore potente! La spesa pubblica
potrà concentrarsi sulle attrezzature, i laboratori, i campi-scuola,
l'informazione audiovisiva, ovvero sul Laboratorio internazionale del
turismo, degli sport lago-montagna, del tempo libero, dove troveranno
posto l'area espositiva dei materiali, delle video-informazioni.
Con il Leisure & Sports & Tourism Community la cultura turistica
trentina potrà finalmente avvalersi di un medium adatto a conquistare
una visibilità internazionale a misura dei mass media, dei cultori
degli sport di lago-montagna, del turista internazionale.
Vantaggi e svantaggi
La soluzione L.S.T.C qui prospettata presenta alcuni svantaggi e non
pochi vantaggi. Nel primo caso, troviamo allineate:
rinuncia a una mega-industria a mono-cultura produttiva;
macro-progettualità dell'iniziativa pubblica;
costituzione di un organismo di governo e gestione basato sulla
compresenza di enti pubblici e imprese private;
dislocazione in Trentino della compresenza di imprese locati,
sud-tirolesi, venete.
necessità di servizi logistici in termini di viabilità,
hotel, parcheggi.
Parallelamente, abbiamo i seguenti possibili vantaggi:
emissione quasi zero di detriti produttivi;
costituzione di un polo commercial-ricreativo-formativo di valenza
sovra-regionale;
maggiore presenza dell'impresa privata;
dislocazione in Trentino di capitali extra-locali;
opportunità di lavoro per giovani (istruttori sportivi,
fisioterapisti, diplomati turismo, commessi);
opportunità primo-lavoro per laureati in lingue, economia,
informatica, ingegneria dei materiali, sociologia.
Come si può notare, gli svantaggi non mancano, ma i vantaggi
sono da considerare attentamente, anche alla luce di attrarre in Trentino
sia imprese che capitali economici compatibili con la prospettiva socio-culturale
condivisa dall'opinione pubblica locale. Non dobbiamo dimenticare, altresì,
che l'occupazione giovanile di livello medio-superiore ed universitario
è permanentemente problematica, ma ora più di ieri, vista
la moltiplicazione dei livelli formativi, dal diploma professionale
al master. Occorre tenere conto, infatti, della necessità di
predisporre delle opportunità locali circa l'incontro possibile
tra formazione scolastica e prima occupazione professionalizzante.
Conclusione
Perché con l'ex-Alumetal ci troviamo davanti ad una sfida più
socio-culturale che economico-industriale? Per il semplice fatto che
oggi si parla dell'ex-Montecatini di Mori ma domani si parlerà
dell'area Centrale Enel di Fies-Dro, delle Marocche, di Trento nord,
dell'area Michelin a Trento.
Ora, non si tratta di lanciare sempre le stesse idee per qualsiasi area,
prendere sempre decisioni sotto tono, fare di ogni necessità
o progetto una sorta di spezzatino consumabile in tempi lunghi.
Occorre altresì re-inventare i tasselli portanti del mosaico,
guardando ovviamente alla scala locale, ma pensando anche su scala europea.
La questione di fondo non è la re-industrializzazione del territorio,
bensì la ri-qualificazione delle sue complessità, tenendo
conto sia dei pregi - autonomia amministrativa, risorse pubbliche, energie
umane, conoscenze universitarie - che delle scarsità - di territorio
grezzo, popolazione, mano d'opera a basso costo. Di conseguenza. L'obiettivo-chiave
è o dovrebbe essere la re-invenzione di poli o focus di eccellenza,
anche incentrati sulla vocazione tourism-leisure-sports che,
come è noto, contraddistingue non solo la cultura dei trentini,
ma anche l'economia eco-compatibile localmente più radicata e
popolare. In definitiva, anche le scelte di tipo economico-industriale
non possono prescindere dalla necessità basilare di comunicare
il Trentino - ai trentini ed agli europei - conformemente sia alle
risorse interne più diffuse ed apprezzate che ai tempi che corrono.
Se la sintesi del Concorso di idee qui elaborata non porterà
a nulla di fatto, pazienza. Vorrà dire che il basso Trentino
rinuncerà a fare imprese di questa portata, magari a favore di
Trento città, dei sud-tirolesi o dei veneti. Tuttavia, siamo
convinti che le indicazioni dei vari progettisti non debbano essere
ignorate, visto che contengono i semi di una pianta che, se accuratamente
coltivata, darà sicuramente ottimi e permanenti frutti.
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