Brocche ledrensi, la tradizione incontra il futuro

a cura della redazione

Si è svolta la premiazione del concorso Brocche 2.0. Al concorso hanno partecipato creativi e artisti da tutta Italia con più di sessanta idee di alta qualità. Fino al 30 settembre 2013 le fotografie delle opere verranno esposte presso il Comune di Ledro dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

 

Si è svolta domenica 9 giugno la premiazione del concorso Brocche 2.0. Sotto una pioggia implacabile erano presenti Jessica Rusconi, dell’associazione Il Camaleonte e ideatrice del concorso, Alessandro Fedrigotti, Giovanni Kezich e Flavia Angeli che facevano parte della giuria, l’assessore regionale Margherita Cogo.
Al concorso hanno partecipato creativi e artisti da tutta Italia con più di sessanta idee di alta qualità. Fino al 30 settembre le fotografie delle opere verranno esposte presso il Comune di Ledro dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

Brocche 2.0 è un concorso d’idee ideato e promosso dall’associazione di promozione sociale il Camaleonte, per la reinterpretazione in chiave funzionale e creativa della brocca, tipico chiodo fatto a mano, tuttora prodotto in Val di Ledro, che era usato per le calzature dalla metà dell’Ottocento fino alla fine del secondo conflitto mondiale.

Ogni luogo ha la sua particolare storia, quella tra la Val di Ledro e il ferro inizia molto tempo fa, quando venne costruita la prima ferreria agli inizi del 1600. L’attività si sviluppò così tanto che a Biacesa si costruì un fabbricato per la compra-vendita di carbone e manufatti ferrosi, quindi in pochi anni sorsero fucine e ferrerie a Prè e a Molina. La lavorazione del ferro in Val di Ledro rappresentò per oltre due secoli la primaria fonte di economia, in quanto non erano impiegati solo artigiani, ma mulattieri, impiegati, trasportatori e carbonai.

Il concorso, organizzato con il sostegno del Comune di Ledro, della Regione Trentino Alto Adige e degli operatori turistici della Valle, si proponeva di reinterpretare creativamente una tradizione fortemente simbolica.

L’idea di fondo è stata quella di partire da un oggetto tradizionale, la broca appunto, per raggiungere un risultato assolutamente contemporaneo. Questo dimostra come si possa unire con buoni risultati il vecchio e il nuovo, l’artigianato e il design, la produzione manifatturiera e la comunicazione di un territorio.
Tutto ciò senza privare il manufatto di quell’importanza che ha avuto per la comunità della Val di Ledro, soprattutto durante il periodo bellico, ma aggiungendo all’oggetto lo slancio propositivo che già oggi le fusine e i ciuaroi hanno dal punto di vista culturale, turistico e di conservazione della memoria.

Può oggi la brocca tornare ad essere una risorsa economica per il territorio ledrense?

Brocche ledrensi

L’esito del concorso di idee “BROCCHE 2.0”

 1° Classificato sezione “ART”

BATTITURA DI BROCCHE di Sara Maino

Installazione sonora interattiva

Il primo premio è stato assegnato ad una macchina da scrivere modificata: i tasti sono stati sostituiti con le brocche, un tipico chiodo fatto a mano, tuttora prodotto in Valle di Ledro, usato per scarponi e sgalmere dalla metà dellʼOttocento fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’artista ha pensato alla battitura del ferro, allʼazione meccanica e ripetitiva, alla fatica e al canto ritmico del lavoro. Recuperando il legame con la poesia e la passione per le macchine da scrivere, spesso da lei usate nelle sue performance, l’artista ha incrociato il suono della battitura con la scrittura. Le brocche sono diventate dei tasti perfetti, funzionali, anche se privi di lettere, numeri, segni. La difficoltà nell’imparare a scrivere/comunicare con questo tipo di macchina fa da eco alla fatica degli uomini che hanno forgiato questi chiodi. Lʼopera è interattiva: premendo la barra spaziatrice, il tasto lungo usato per creare spazi tra le parole, viene riprodotto il suono della battitura delle brocche, questo suono è intrecciato a quello della macchina da scrivere in azione e alla mia voce che scandisce lʼincipit dellʼarticolo 11 della Costituzione Italiana, entrata in vigore il primo gennaio 1948: “LʼItalia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”.

GIUDIZIO: L’opera colpisce per il rigore visionario con il quale, nell’ambito proprio di una cifra espressiva dichiaratamente ispirata ai classici del surrealismo, riesce a evocare in una felice sintesi tridimensionale e multimediale i molteplici temi della memoria del secolo trascorso, con le sue catastrofi e le sue grandi speranze, legandoli in maniera subliminale all’icona della bròca quale espressione umile ma non prescindibile di una grande civiltà del lavoro.

 

OPERA SEGNALATA DALLA GIURIA (NON PREMIATA) “ART”

BROCCA VISO di Marco Baj

L’artista scultore non conosceva la brocca, questi piccoli chiodi e forse anche per questo, guardando le mille sfaccettature del ferro, ha avuto la sua visione per produrre l’opera che noi giudici abbiamo voluto segnalare.
In ogni brocca l’artista vede un viso nascosto, celato, composto di naso, occhi e zigomi che mutano e variano da brocca a brocca. Come nella scultura su pietra l’artista vede immagini inserite nel blocchi squadrati, cosi in queste brocche in ferro vede immagini sbozzate: visi che chiedono invano di uscire alla luce solare. Ci sono visi dal naso grande, dal mento a punta, dai tratti marcati o dai tratti rotondeggianti.  Alcuni visi sembrano  opere moderne, altre hanno acconciature aliene. L’artista ha schizzato tutte queste buffe espressioni su un foglio e mentre lo faceva, sorridendo, pensava alle brocche e al suo utilizzo. Inchiodate alla suola della scarpa i visi immaginari dell’artista prendevano colpi dal terreno calpestato e dialogando tra loro intonavano passi militari. Per dare maggiore forza alla sua visione pensava alle varie forme delle brocche create per i vari terreni  cosi il naso più lungo, entrando più nel terreno, poteva essere usato per luoghi diversi da un naso corto. La misura del naso e l’intera espressione del viso si converte per una maggiore presa nel terreno. Insomma ogni brocca ha un viso da far risaltare. IL mio compito è stato quello di scoprirlo e portarlo alla vostra attenzione marcando la mia visione.
L’artista da scultore immagina all’ingresso del paese di Ledro una grossa scultura in pietra o ferro della brocca-viso dove il turista entra in contatto con questa forma del luogo.

GIUDIZIO: L’opera ha successo nell’individuare con certezza e catturare per chi guarda l’anima segreta propria della bròca, che poi viene fissata sulla carta con un segno semplice e sicuro, sapiente e spiritoso, degno della più alta scuola dell’illustrazione del fantastico.

 

 

1° Classificato sezione “MERCHANDISING”


BROCCHE FONDENTI DI LEDRO di Monica Maggi

Questa proposta riprende le stesse forme delle broche elaborate nel corso dei secoli e le reinterpreta con un nuovo materiale: il cioccolato fondente.
Le brocche fondenti sono chiodi di cioccolato sopraffino e si possono usare per “rinforzare” il gusto dei dolci più amati o da sciogliere in bocca da sole o sorseggiando un buon rum.
Le broche fondenti aggiungono nuovo gusto a dolci come torte, muffin e gelati, fino ai tipici krapfen e agli gnocchi boemi.
Le brocche fondenti, come i chiodi a cui si ispirano, sono pensate per infilarsi in un soffice pan di spagna e nelle creme più morbide e golose. Aggiunte a un dessert ben confezionato donano un’immagine ironica e inaspettata combinando la forma irregolare e dura del chiodo di ferro con la dolcezza del cioccolato. Un’esperienza giocosa ed effimera che recupera la tradizione artigianale di Ledro, la sua storia e i suoi sapori, per diventare un oggetto da regalare o regalarsi come ricordo di una gita piacevole.

GIUDIZIO: L’opera attrae, ingolosisce e convince per la concreta realizzabilità del prodotto e la leggera eleganza che vi si accompagna lungo tutto il percorso che conduce dall’ideazione primaria, all’elaborazione di una specifica iconografia di marketing molto curata e attraente, fino ai più minuti dettagli di un packaging di grande livello. 

 

2° Classificato MERCHANDISING

BROCCATO DI LEDRO di Chiara Prucca

L’idea alla base di questo progetto è stata quella di realizzare un prodotto-souvenir che reinterpreti in chiave moderna ed originale il disegno della “Brocca”, tipico prodotto dell’artigianato di Ledro.
Partendo da questa considerazione è stato ideato il Brand “BROCCAto di Ledro”, cioè un pattern che, seguendo uno schema fisso, ripropone i disegni delle tipiche brocche di Ledro.
In particolar modo la stampa su stoffa del pattern da origine ad un prodotto versatile che può essere utilizzato per la creazione di molti oggetti-souvenir, come shopping bags, magliette, astucci, tovagliette americane, strofinacci ed asciugamani, lenzuola, tende per la casa ecc. La stampa su carta e carta da parati offre rispettivamente la possibilità di personalizzare in maniera originale i propri regali e le pareti della propria casa o del proprio ambiente di lavoro, senza dover ricorrere a tecniche di produzione sofisticate ed ad alto costo.
E’ stato realizzato per il concorso un prototipo di carta da pacchi; questa carta con  il suo packaging semplice e pratico potrebbe essere un’idea regalo originale da proporre in vendita nelle cartolerie di Ledro o anche potrebbe essere utilizzata dai commercianti della zona come carta da pacchi per i loro prodotti.

“BROCCAto di Ledro” carta da pacchi ha un costo di produzione contenuto, non comporta problemi tecnici di realizzazione ed è un’efficiente mezzo di propaganda pubblicitaria per  il prodotto simbolo dell’artigianalità di Ledro.

GIUDIZIO: L’opera utilizza in modo originale e impeccabilmente elegante l’iconografia ormai classica delle bròche di Ledro, raffigurate a due dimensioni nella gamma completa della loro tipologia, così come si tramanda nell’etnografia di settore, e la trasforma in una texture di grande suggestione e versatilità.

 

3* Classificato MERCHANDISING

LIBRETTO PER BAMBINI di Nadia Ischia

In queste pagine l’oggetto “brocca” viene presentato ironicamente, attraverso degli indovinelli, per similitudini: la brocca può sembrare una piccola aratro per zanzare, una sella di bicicletta per volatili, un tacco a spillo per galline ecc.. Ciascuna ipotesi verrà smentita in modo grottesco nella pagina seguente: le zanzare non arano perché non amano i vegetali, la sella non può essere usata dagli uccelli perché sono pigri e non amano pedalare, mentre il tacco a spillo delle galline non può essere utilizzato perché le scarpe con il tacco in campagna sono pericolose…
Questo gioco degli equivoci viene proposto fino ad una “resa” della voce narrante che, non avendo più ipotesi da proporre, chiede: “mi arrendo… cos’è?”
L’ultima pagina rivela l’identità dell’oggetto.
Il progetto è presentato in forma di libro, si presta ad una facile riproducibilità in svariati formati, dal libro alla cartolina.

GIUDIZIO: Con molto spirito e con grande originalità, e con un segno elegante e sicuro, il libro gioca a fondo sul carattere indecifrabile e apertamente surreale dell’oggetto bròca, proponendolo come momento di rinnovata riflessione in un’operina semplice e garbata, che si desidererebbe veder presto pubblicata e promossa.

 

 Premio speciale alla bambina Viola Miserocchi.