L’antica Pieve di Grigno

di Vittorio Fabris

Nel 1933, dopo la costruzione della nuova parrocchiale, l’antica Pieve di Grigno fu sconsacrata e trasformata, prima in teatro, poi in cinematografo e alla fine in negozio, con notevoli e irreversibili danni alle strutture plastico- architettoniche e alla decorazione pittorica.
Un parziale restauro, iniziato nel 1982 e presto interrotto, è stato ripreso in forma complessiva su tutto l’edificio e portato a termine nel 2006.

L’antica Pieve di Grigno, dedicata ai Santi Giacomo il Maggiore e Cristoforo, è sicuramente una delle chiese più interessanti della Valsugana e del Trentino. Menzionata già nel 1438, fu riedificata tra il 1433/37 e il 1510 in forme tardo-gotiche su una precedente costruzione risalente forse a qualche secolo prima. Originariamente impostata su tre navate, articolate in tre campate della medesima altezza, rispecchia i modelli germanici delle Hallenkirchen (chiese a sala), introdotti in Trentino dal Principe Vescovo Johannes Hinderbach (1465-1486) nella seconda metà del XV secolo. Le volte a crociera costolonate, a ventaglio incrociato, poggiano su quattro pilastri cilindrici centrali e su raffinate mensole fitomorfe distribuite lungo le pareti laterali. I quattro capitelli in pietra bianco-rosata che coronano i pilastri sono uno diverso dall’altro e rappresentano certamente uno dei motivi di maggior interesse plastico-architettonico del monumento. Per forma, fattura ed epoca di esecuzione, i capitelli sembrano appartenere a due momenti diversi.Foto Pieve 9 marzo

Lo stemma dell’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo (1433-1437), posto sulla chiave di volta della prima campata, starebbe a indicare l’inizio dei lavori di ricostruzione del tempio, mentre quello del vescovo di Feltre, Antonio Pizzamano (1504-1512), posto sulla chiave di volta della prima crociera, indicherebbe con certezza l’epoca di conclusione dei lavori (Fabris 2007, pp. 24-25).
La chiesa è significativamente orientata in direzione di Santiago di Compostela in Galizia (Spagna).
Il portale principale conserva la lunetta originale gotica con l’affresco cinquecentesco, raffigurante i Santi Cristoforo, Giacomo e Sebastiano, probabilmente opera dello stesso pittore dell’altare di destra con il Trono di Grazia e Santi e dell’arco santo.
Il campanile è seicentesco (1625), mentre la facciata, che tradisce un’impostazione neoclassicheggiante, è del 1898.

Nel XVII secolo la chiesa fu ampliata trasformando le cappelle laterali nella quarta e quinta navata. Dopo la metà del Settecento, in seguito ai danni subiti dalle ripetute alluvioni del torrente Grigno, la chiesa fu ristrutturata con la ricostruzione in stile rococò, della parte presbiteriale spazzata via dal torrente nel 1748. L’abside settecentesca è contraddistinta da una ricca e raffinata decorazione in stucco (1773).

Nel 1933, dopo la costruzione della nuova parrocchiale, l’antica Pieve fu sconsacrata e trasformata, prima in teatro, poi in cinematografo e alla fine in negozio, con notevoli e irreversibili danni alle strutture plastico- architettoniche e alla decorazione pittorica.
Un parziale restauro, iniziato nel 1982 e presto interrotto, è stato ripreso in forma complessiva su tutto l’edificio e portato a termine nel 2006.

S. Giacomo

All’interno, nella parte tardo-gotica, la più pregevole della chiesa dal punto di vista stilistico e architettonico, vi sono, distribuiti un po’ ovunque, preziosi brani di affreschi quattro-cinquecenteschi riferibili a diverse mani. L’affresco del pilastro di destra, scoperto recentemente e raffigurante forse una Scena di esorcismo (San Giacomo converte il Mago Ermogene scacciandone il demonio ?), potrebbe appartenere ad un pittore di ambito trentino-atesino, operante nella seconda metà del XV secolo. Attribuibili stilisticamente a un pittore veneto di ambito montagnesco, attivo ai primi decenni del XVI secolo, sono gli affreschi dell’altare in cornu epistolae con il Trono di Grazia e i Santi Nicola, Giovanni Battista, Sebastiano e Lucia nonché quelli dell’arco santo con i Busti dei dodici Apostoli. A un pittore locale, operante nella terza e quarta decade del XVI secolo, conosciuto come il “Secondo Maestro della Valsugana”. Andrebbero assegnati i dipinti della controfacciata con il Giudizio Universale, dell’altare in cornu evangelii con la Madonna Assunta e le Sante Giuliana di Nicomedia e Apollonia e quello del pilastro sinistro con Sant’Anna Metterza.

Sotto alcuni di questi affreschi affiorano qua e là tracce di una decorazione riferibile stilisticamente al secoli XIV e XV, testimonianze forse della più antica costruzione, che non venne completamente demolita ma ampliata. Dipinti murali seicenteschi (1679) su calce con figure allegoriche, decorazioni fitomorfe e iscrizioni moraleggianti, opera di un modesto decoratore locale, si trovano sulle pareti e sulla volta della navata nord. Di qualità più alta, riferibili a un pittore veneto con modi tiepoleschi, sono gli affreschi con l’Assunzione di Maria e i quattro Evangelisti che decorano la volta e i pennacchi del presbiterio costruito nel 1773. Recentemente è stata recuperata e rimessa in sede (navata sud) la pregevole ancona dell’altare ligneo del Rosario che potrebbe essere ascritta stilisticamente alla bottega dell’intagliatore Giambattista Pivio di Strigno, operante in Valsugana e nel vicentino nei primi decenni del Seicento (Altare ligneo di San Rocco (1613) nell’omonimo Oratorio a Borgo Valsugana).


Per maggiori informazioni si rimanda a: Vittorio Fabris, “Quando il Santo si fermava a Grigno. Le chiese del Comune di Grigno fra tradizione e modernità”, Comune di Grigno, Grigno 2007, pp. 18-80.

L’Antica Pieve è visitabile durante le mostre e gli eventi culturali svolti nei mesi primaverili ed estivi o previa iscrizione presso la biblioteca comunale di Grigno (telefono: 0461.765414 – mail: grigno@biblio.infotn.it)