di Viola Ducati – Al Trento Film Festival proiettato in anteprima italiana il lungometraggio d’esordio della regista naturalista Marie Amiguet, scritto e diretto insieme ai protagonisti delle riprese, il fotografo Vincent Munier e lo scrittore Sylvain Tesson. Presentato al Festival

di Stefano Albergoni – Un incontro con Henry Gottardi, le sue passioni e le sue fotografie. Il cormorano (Phalacrocorax carbo) è un uccello strettamente acquatico, molto discusso, non solo in Trentino, a causa della voracità con cui si nutre di

di Aldo Martina – Non c’è scusa che tenga davanti alla richiesta di saperne di più e meglio, sul lupo, sul conflitto con l’attività umana, sul se e come salvaguardare l’uno, l’altra, o ambedue e, infine, sulle innumerevoli fake news

di Aldo Martina – A Mezzano di Primiero ragazze e ragazzi di una classe di seconda media dell’Istituto Salesiano “Santa Croce” sono entrati dentro la questione-lupo incarnando con eleganza e determinazione lo spirito congenito dell’istituzione scolastica: conoscere per capire. In

di Aldo Martina – Il ritorno di un grande carnivoro come il lupo genera problematiche che ben si conoscono, in particolare per gli allevatori, in Trentino ma non solo. Tuttavia va compreso anche il ruolo ecosistemico che un predatore svolge

di Marta Gandolfi – “Noi abusiamo della terra perché la consideriamo come una merce che ci appartiene. E’ solo quando vediamo la terra come una comunità a cui appartenere che iniziamo a trattarla con amore e rispetto. Non c’è altro

di Stefano Albergoni – Ventodentro è un libro che vuole sorprendere e ci riesce. Nulla è scontato in questo volume di cento pagine ben curate, scritto da Anna Molinari, pubblicista alla sua prima esperienza come autrice di narrativa, che tante

– di Rosario Fichera – Come fanno gli alberi in montagna a resistere ai rigori dell’inverno? Ogni specie ha sviluppato, nel corso delle ere geologiche, una personale strategia di sopravvivenza che permette di affrontare, senza il rischio di morire congelati,

di Aldo Martina – Quaranta centimetri era il limite massimo per il girovita tollerato dalla moda femminile dell’Ottocento. Un diametro così innaturale non poteva essere raggiunto se non a prezzo della salute. Lacci, corsetti, busti, stecche di balena (ricavate dai