di Aldo Martina Viene richiesto a dei tecnici (zoologi) di definire le linee di gestione dell’orso bruno affinché sia possibile procedere alla sua reintroduzione in Trentino. Come in tutti i progetti seri vengono stabiliti i limiti, affinché sia sostenibile la

Gamberi è un nome decisamente anomalo per un Festival. Si fatica a capirne scopo e contenuti se non ci si addentra nel manifesto degli organizzatori e nel programma. In realtà, la spiegazione è semplice. Si può organizzare cultura per mezzo

– di Chiara Trevisin – Il pipistrello è un animale utile e discreto. Le specie presenti in Trentino Alto Adige sono però in declino perché le attività umane, come l’uso di pesticidi in agricoltura, hanno decimato le popolazioni di insetti.

di Aldo Martina – Non c’è scusa che tenga davanti alla richiesta di saperne di più e meglio, sul lupo, sul conflitto con l’attività umana, sul se e come salvaguardare l’uno, l’altra, o ambedue e, infine, sulle innumerevoli fake news

di Stefano Albergoni – Un incontro con Henry Gottardi, le sue passioni e le sue fotografie. Il cormorano (Phalacrocorax carbo) è un uccello strettamente acquatico, molto discusso, non solo in Trentino, a causa della voracità con cui si nutre di

di Aldo Martina – A Mezzano di Primiero ragazze e ragazzi di una classe di seconda media dell’Istituto Salesiano “Santa Croce” sono entrati dentro la questione-lupo incarnando con eleganza e determinazione lo spirito congenito dell’istituzione scolastica: conoscere per capire. In

di Aldo Martina – Il ritorno di un grande carnivoro come il lupo genera problematiche che ben si conoscono, in particolare per gli allevatori, in Trentino ma non solo. Tuttavia va compreso anche il ruolo ecosistemico che un predatore svolge

– di Rosario Fichera – Come fanno gli alberi in montagna a resistere ai rigori dell’inverno? Ogni specie ha sviluppato, nel corso delle ere geologiche, una personale strategia di sopravvivenza che permette di affrontare, senza il rischio di morire congelati,

di Aldo Martina – Quaranta centimetri era il limite massimo per il girovita tollerato dalla moda femminile dell’Ottocento. Un diametro così innaturale non poteva essere raggiunto se non a prezzo della salute. Lacci, corsetti, busti, stecche di balena (ricavate dai