Dei mille segreti di Bondone

di Anna Sustersic

“Il paesaggio è un elemento che ci esprime, uno specchio che riflette la comunità che lo abita”. Così il professor Annibale Salsa, antropologo, conclude il suo intervento alla giornata delle Aree Protette del Trentino organizzata quest’anno dalla Rete di Riserve delle Alpi Ledrensi presso il Comune di Bondone.

La giornata è dedicata agli “addetti ai lavori” della tutela, sono presenti rappresentanti del Parco Adamello Brenta, dello Stelvio, della Provincia autonoma di Treno e molti dei coordinatori delle giovani Reti di Riserve. Quest’anno si discute di paesaggio, del significato profondo e attivo di questo concetto e del suo legame con la biodiversità e la sua tutela. Il contesto delle Alpi Ledrensi è quello giusto, qui l’interazione dell’uomo con il territorio ha una storia antica, cominciata probabilmente già 10.000 anni fa, come racconta Matilde Peterlini archeologo fra i coordinatori della Rete di Riserve Alpi Ledrensi. Una storia che si riflette oggi nella diversità di ambienti, antropizzati e non, che caratterizza questo territorio e diventa tradizione viva e orgogliosamente vissuta dalla comunità locale.

Scopro, infatti, mentre ci muoviamo per andare in visita al Castello di S. Giovanni di Bondone, incantevole punto panoramico che si sporge vertiginosamente sul lago d’Idro, che l’Associazione culturale Lebrac, dal 2009 è impegnata nel diffondere e raccontare i fatti e gli avvenimenti che hanno costruito la storia locale. Sotto un’arcata di lance e al suono marziale dei tamburi veniamo accolti nel maniero dove un’amabile gruppo di Lanzichenecchi ci porta a fare un salto nel passato, ai tempi del Conte Lodron padrone del castello. Fra splendidi costumi, danze antiche e caffè profumato di spezie cotto alla brace, i prodi di Lebrac raccontano la storia del territorio, fedeli nelle loro ricostruzioni storiche ai fatti grazie al supporto del centro studi Judicaria. Apprendo con piacere che l’associazione sarà impegnata in diverse manifestazioni di rievocazione storica su tutto il territorio, nel periodo primaverile/estivo. Proprio in questi giorni mi dice il “capo di brigata”, il calendario è in fase di definizione e sarà presto disponibile sul sito.

Rievocazione_storica_associazione_Lebrac

Mentre assaporo l’aromatico caffè dai bastioni arriva, complice il pomeriggio assolato e la posizione esposta del castello, profumo di piante officinali. Un piccolo ma rigoglioso “orto dei semplici” ha rivitalizzato questa piccola nicchia all’interno delle mura, grazie all’iniziativa di Anna Pasi, insegnante di matematica e scienze, della Scuola media di Storo. È così che Anna ha deciso di insegnare la biodiversità ai suoi giovani alunni, guardandola crescere e coltivandola in prima persona; un modo per entrare in contatto e comprendere profondamente il variare delle stagioni, l’importanza del clima e il suo influsso sugli organismi, le caratteristiche del proprio territorio, la pazienza e l’amore per la propria terra. A scuola poi, mi racconta Anna Pasi, i ragazzi imparano a trattarle dall’essiccamento alla trasformazione in prodotti come il sapone.

Guardo il panorama al di là dei bastioni, le montagne premurose proteggono il pigro riposo, in questa splendida giornata di ciliegi in fiore, della Valle del Chiese. Poco più sopra l’affascinante borgo di Bondone, un intimo groviglio di viuzze, strette l’una sull’altra a farsi forza contro gli elementi, protette dalla bellezza di numerosi affreschi e i fiori in ogni pertugio. Un territorio affascinante, la cui bellezza è data dalla diversità dei suoi componenti: 200 potenziali siti di interesse archeologico, un concentrato di endemismi vegetali, il clima mediterraneo delle sponde del Lago di Garda e grandi foreste dell’interno, la ricchezza faunistica e la fierezza culturale. Qui “paesaggio” ha davvero un significato complesso e articolato.

Vicoli_Bondone

Complice la dolce atmosfera primaverile e le sue mille sfumature di verde, penso che alla fin fine un frammento di questo tanto discusso e incantevole paesaggio naturale e culturale, protagonista della giornata, vorrei proprio portarmelo via. A esaudire il desiderio ci pensa l’Azienda Agricola La Contadina, impegnata al pari di Lebrac, nella riscoperta di un’altra tradizione: quella botanica della coltivazione e impiego delle ebre aromatiche spontanee. In occasione della Giornata delle Aree Protette ha esposto oggi i suoi prodotti nell’orto dei semplici del castello. Unguenti, balsami, creme, conserve, marmellate e miele sono solo alcuni dei prodotti confezionati da La Contadina, la fattoria didattica di Bondone dedicata alla preparazione di panacee vegetali. L’avvolgente composizione di aromi naturali di questi prodotti a base di erbe spontanee, ci lascia in prezioso dono il profumo di una splendida giornata.