Il fotografo di scoiattoli
Scoiattolo_Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A., foto di Marco Simonini

di Barbara Fedel

Appassionato di natura da più di 20 anni, Flavio Delli Zotti se ne sta nei boschi ore ed ore, ad aspettare un incontro magico. Prima o poi qualche creatura curiosa si decide a mostrarsi. Lui immobile nel suo appostamento sfodera la sua “arma” innocua e inizia a scattare.

“Per fotografare animali nel bosco, qualsiasi animale e tanto più uno scoiattolo, occorre trovare il posto giusto – dice -. In tanti anni ho capito che il momento migliore per fare una bella foto agli scoiattoli è l’inverno. Sì, perché hanno freddo ed escono solo nelle ore più calde (quindi si sa quando prenderli), sono più lenti e si riesce ad attirarli con il cibo”.

Insomma… si usano esche? “Esche insolite per un roditore: lardo. L’ho scoperto per caso, due scoiattoli sono tornati per diversi giorni a cercare il lardo che avevo messo per altri animali”. Allora è relativamente facile ’avvistare’ un ciuffo di pelo dagli occhi vispi? “Vederli è abbastanza facile, fotografarli meno perché per una bella foto occorrono l’espressione simpatica, la luce giusta, la distanza perfetta. E loro non stanno ad aspettarci, né si mettono in posa per farci un piacere. Però, anche se non si riesce a scattare una bella immagine, la sola attesa ripaga”.

Qualche avventura con gli scoiattoli? “Non sono mai riuscito a trovare un nido e a fotografare una famiglia. È difficile, perché sono a più di 20 metri di altezza, il problema è trovare piante vicine su cui arrampicarsi. Una volta mi è capitato di vedere uno scoiattolo finire preda di un rapace: lo ha aggiuntato tra gli artigli e poi lo ha ceduto al suo piccolo. Lì per lì sembra una crudeltà, ma a pensarci bene è la natura che vuole così”.

Quali accorgimenti si devono prendere per riuscire a fotografarli? “Bisogna abituarli alla nostra presenza, nascondersi dentro un capanno e piazzare l’obiettivo della macchina. È un po’ un lavoro di psicologia, conoscerli e capirli. Io uso solo pellicole a 500 Asa e un obiettivo da 300 millimetri. Quindi devo averli a una portata di quattro, massimo cinque metri. E loro non si avvicinano di più, si fermano curiosano ma non azzardano”.

Nei ricordi di Flavio Delli Zotti ci sono tanti scoiattoli rossicci, ma “oggi l’impressione è che stanno scomparendo per lasciare il bosco a quelli scuri”.

(in collaborazione con L’Avisio)


Foto in alto, Scoiattolo, Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A., foto di Marco Simonini