Immersione storica nell’idroelettrico

di Floriano Menapace

La mostra Acquaenergia, aperta, dal 9 maggio al 15 giugno, a Trento in piazza della Mostra, e il suo ponderoso catalogo, curati da Angelo Longo e Claudio Visintainer, vogliono testimoniare, oltre alla storia della produzione dell’energia elettrica in Trentino e la cronologia della presenza degli impianti, anche il passaggio delle competenze legislative e amministrative in materia di acque pubbliche e del demanio idrico.

 

L’ingegner Angelo Longo nel saggio introduttivo “L’energia idroelettrica in Trentino” fornisce interessanti indicazioni sulla presenza degli impianti idroelettrici nel mondo, in Italia e in Trentino, la loro evoluzione tecnica ed economica, i dati di produzione, le possibili evoluzioni e prospettive: vero e proprio testo tecnico con dati e tabelle di produzione. Il secondo saggio, “Sviluppo Clima Energia. Soluzioni sostenibili in un contesto globale”, curato dal presidente del Comitato Affari Industriali Energia Clima Ambiente, ingegner Fabrizio d’Adda, parla di sostenibilità dei modelli di crescita e cioè di disponibilità di energia, conservazione e protezione dell’ambiente e continuità dello sviluppo economico e sociale, con particolare attenzione alla produzione idroelettrica.

Il professor Andrea Bonoldi del Dipartimento di Economia dell’Università di Trento, nel saggio “L’industria elettrica in Trentino: un profilo storico”, percorre invece la storia e le tappe fondamentali dello sviluppo dell’industria elettrica del territorio trentino suddividendo il suo studio in tre fasi fondamentali, partendo dalla prima centrale idroelettrica, quella di Trento del 1890, fino al 1914, il periodo fra le due guerre mondiali e l’affermazione delle imprese elettrocommerciali, il secondo dopoguerra e i grandi lavori di sfruttamento delle risorse idriche che si protrassero fino agli anni Sessanta, per arrivare ad oggi con alcune considerazione sul futuro. Per ultimo, dopo i capitoli redatti da specialisti delle problematiche tecniche ed economiche, si trova l’interessante ricerca “Il fulmine compositore”, dello storico dell’arte Massimo Martignoni che indaga l’aspetto architettonico degli imponenti manufatti delle dighe, delle condotte forzate, delle costruzioni che ospitano turbine e pompe.

Segue la parte dedicata alle riproduzioni dei progetti originali, o fotografie d’archivio, specialmente in quelle eseguite da Enrico e Silvio Pedrotti, dove si nota un’attenzione all’immagine che va oltre la semplice documentazione. Le immagini contemporanee, eseguite da Luca Pedrotti e da Enrico Minasso, accompagnano la catalogazione redatta dal curatore della mostra Angelo Longo. Appare evidente che una committenza essenzialmente tecnica ha lasciato scarsi margini interpretativi a due professionisti del livello di Pedrotti e Minasso, ciò non toglie che dalle loro immagini traspaia la volontà di superare il dato strettamente documentario mantenendo un professionale equilibrio con le proprie esigenze espressive.

Questa mostra, ma specialmente il catalogo, hanno una funzione che va oltre l’aspetto politico e tecnico, perché forniscono su un ben preciso argomento di enorme importanza quale è la produzione dell’energia elettrica, un documentazione precisa, punto di partenza per qualsiasi altro studio sull’argomento.


AcquaEnergiaAcquaenergia. Storia e catalogazione delle centrali idroelettriche del Trentino

Editore: esaExpoedizioni 2008

Formato: 22×22,5 brossura
Pagine: 348

a cura di Angelo Longo e Claudio Visintainer
fotografie di Enrico Minasso e Luca Pedrotti
con contributi di Andrea Bonoldi, Fabrizio D’Adda, Angelo Longo e Massimo Martignoni