Sandri e Franceschini: paesaggio è identità

di Stefano Albergoni

 

È uscita nelle scorse settimane la seconda puntata dell’indagine condotta dall’architetto Alessandro Franceschini e dal fotografo professionista Paolo Sandri e che mira a indagare in quattro volumi il territorio trentino dalla prospettiva paesaggistica.

Dopo aver indagato il bacino idrografico dell’Adige, con un volume pubblicato l’anno scorso dal titolo “Dal Belvedere”, i due autori hanno lavorato nel Trentino Orientale, ovvero la Valsugana e il Primiero, consegnando alle stampe, per i tipi della BQE editrice di Trento, un volume dal titolo “Nel paesaggio. Vedute identitarie dal bacino idrografico del fiume Brenta”.

La dialettica che caratterizza la percezione dell’aperto da parte dell’uomo – spiegano gli autori – risulta articolata in quattro elementi che sono in costante dialogo tra di loro: il «paesaggio», ovvero quella dimensione dell’aperto composta da elementi fisici ed elementi immateriali; l’«identità», intesa come quel costrutto capace di articolare le componenti simboliche di uno spazio aperto; la «forma», ossia l’aspetto propriamente “formale” dell’aperto, governato dai fenomeni legati alla percezione visiva; infine il «linguaggio», ovvero quell’elemento che si colloca tra la forma e l’identità e che caratterizza la maniera attraverso la quale gli individui hanno dato, nel corso dei secoli, il “nome” al proprio ambiente di vita.

L’itinerario fotografico proposto da Paolo Sandri e la riflessione teorica suggerita da Alessandro Franceschini offrono l’occasione per riflettere sul rapporto tra paesaggio ed identità. I corsi d’acqua del fiume Brenta e dei torrenti Vanoi e Cismon ed i paesaggi che vanno di volta in volta a modellare grazie al loro incessante lavoro di erosione del sostrato morfologico, appaiono estremamente interessanti per raccontare lo “stato” del paesaggio nella modernità e, di conseguenza, lo stato dell’identità delle comunità che sono in essi insediate. Ecco che il paesaggio diventa, ancora una volta, una straordinaria metafora per comprendere le modalità attraverso le quali un popolo, tramite il proprio lavoro, costruisce e si relaziona al proprio intorno.

 


 

Foto di Paolo Sandri, tutti i diritti riservati