La letteratura può accendere la meraviglia e il rispetto per la natura?

di Viola Ducati

“Sono convinta che oggi più che mai ci sia bisogno di descrivere e interpretare il mondo naturale. Il genere umano è andato molto lontano nella creazione di un mondo artificiale. Intossicato dal senso del proprio potere, sembra procedere sempre più rapidamente in esperimenti per la distruzione di se stesso e del suo mondo. Io credo che quanto più chiaramente noi concentriamo l’attenzione sulle meraviglie e le realtà dell’universo attorno a noi, tanto minore sarà il gusto per la distruzione da parte del genere umano.”

Così scriveva Rachel Carson in Design for Writing Nature, uno degli scritti scoperti e pubblicati dopo la sua morte. Raccontare per far conoscere, far comprendere, far innamorare: con questo obiettivo nasce il Festival della letteratura ambientale, proposto quest’anno per la prima volta dalla SAT di Arco con la collaborazione del Comune e il sostegno della Fondazione Caritro.

Il Festival si articola in nove eventi sparsi per gli spazi verdi del territorio arcense: dal 15 luglio al 7 agosto si alterneranno incontri con gli autori, passeggiate letterarie e letture animate per bambine e bambini. A spasso per l’olivaia, sui prati del Castello e all’ombra degli alberi del Parco Arciducale verranno condivisi idee e pensieri sul nostro rapporto con l’ambiente, sulle responsabilità dell’uomo, sulle armonie e le resistenze della natura e sulle possibili strade per provare a trasformare l’attuale crisi ambientale in una opportunità.

Al Festival interverranno Fabio Ciconte, direttore dell’associazione ambientalista Terra!, che presenterà Chi possiede i Frutti della Terra; Emilio Padoa-Schioppa, docente di Ecologia del paesaggio e Didattica della biologia presso l’Università di Milano- Bicocca con Antropocene. Una nuova epoca per la Terra, una sfida per l’umanità; Elisa Nicoli, esperta di autoproduzione, con Rifiuti Addio: perché prevenire è meglio di riciclare; e Roberto Barbiero, climatologo, con Storie di Clima. Testimonianze dal mondo sugli impatti dei cambiamenti climatici.

“Noi possiamo essere etici solo in relazione a qualcosa che possiamo vedere, sentire, capire e amare, o in cui riponiamo la nostra fede”, scriveva Aldo Leopold nel suo Almanacco. Per costruire una vera etica della terra, bisogna partire dalla conoscenza. E da buoni libri.