Va fatta in modo più sostenibile la ciclovia del Garda?

Il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Lago di Garda si è formato nel marzo 2023 come unione di associazioni ambientaliste di importanza nazionale e locale, privati cittadini e portatori d’interessi delle due regioni Lombardia e Veneto e della provincia autonoma  di Trento. Nel suo lavoro il Coordinamento ha evidenziato l’importanza di affrontare le questioni relative al Lago di Garda come una sfida comune e interregionale, per affrontare efficacemente le problematiche ambientali e di gestione che riguardano questo prezioso ecosistema, che di fatto è una sola entità.

Nella giornata di sabato 13 gennaio 2024, il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “Ciclovia del Garda, non così”. L’incontro, svoltosi presso la sala dei Provveditori del Municipio di Salò, ha visto un’ampia partecipazione di cittadini, rappresentanti di categorie economiche locali e Istituzioni.

Ancora una volta sono state evidenziate le criticità che presenta la ciclovia del Garda nate da un’approfondita e attenta analisi del progetto ad opera dei vari professionisti che fanno parte del Coordinamento.

Costi esorbitanti e crescenti che graveranno sulle economie delle tre regioni: dai 344 milioni previsti nel 2017, si è passati a 1 miliardo e 300 milioni dagli ultimi aggiornamenti, per l’anello di 144 km.

Mancanza di sicurezza per i gravi rischi di frane nel tratto trentino e scempio delle falesie che verranno ridotte ad un luna park dalle impattanti passerelle a sbalzo, relativa copertura e reti paramassi che altereranno in modo rovinoso loro percezione visiva dal lago.

Nel basso Garda, viene evidenziato il consumo di suolo e la commistione tra la ciclovia e l’alto traffico della gardesana che vedrà in alcuni tratti una riduzione della carreggiata.

La relazione del botanico Filippo Prosser ha messo in evidenza gli impatti negativi sulla flora delle coste mettendo in luce la necessità di valutare attentamente gli impatti ecologici del progetto, al momento non considerati.

Il Coordinamento propone un’alternativa basata sulla navigazione con battelli ecologici, enfatizzando l’efficienza e l’ecocompatibilità di questa operazione rispetto alla ciclovia soprattutto nell’Alto Garda.

La soluzione alternativa proposta dal Coordinamento consiste nella navigazione con battelli sempre più ecologici, efficienti e all’avanguardia, che costituirebbero un’alternativa valida ed economica, oltre che per i ciclisti, anche per il congestionato traffico veicolare, come evidenziato nel suo intervento di  Wolfgang von Klebelsberg, architetto nonché referente della petizione change.org: Contro un aciclovia del garda non sostenibile

Hanno dato credito a una possibile revisione del progetto le parole di Pierlucio Ceresa che ha dichiarato ufficialmente, a nome suo in qualità di Segretario e dell’onorevole Mariastella Gemini, Presidente per la Comunità del Garda, che, “la ciclovia non rappresenta una priorità e va rivista nella progettazione contemplando anche l’intermobilità (uso alternativo dei battelli).

Nel dibattito è intervenuto anche il Sindaco di Salò, Gianpietro Cipani, che ha espresso la sua contrarietà all’opera sin dall’inizio auspicando un confronto con i sindaci nei rispettivi tavoli istituzionali. Il pubblico ha evidenziato l’importanza. Di un’attenta valutazione dell’impatto della cicloviasulla fauna e sull’alterazione della percezione visiva del lago.

La discussione su alternative sostenibili e la considerazione dell’intermobilità potrebbero rappresentare passi importanti verso una soluzione che tenga conto delle forti preoccupazioni ambientali, economiche e di sicurezza legate alla ciclovia del Garda.